Stupro a Londra, petizione
per salvare Nando Orlando

Giovedì 17 Ottobre 2019 di Maria Chiara Aulisio
Slitterà quasi certamente di un mese il processo nei confronti di Nando Orlando, 25 anni, napoletano, e di Lorenzo Costanzo, il suo amico bolognese di 26 anni, accusati di aver abusato di una ragazza australiana, in una stanzetta all’interno di una discoteca londinese, nella notte tra il 25 e il 26 febbraio 2017. Il giudice si sarebbe dovuto pronunciare il primo novembre ma il rinvio - secondo l’avvocato napoletano Maurizio Capozzo che segue il caso - sembra ormai quasi certo. Fino ad allora i ragazzi rimarranno sotto controllo grazie al braccialetto elettronico che gli agenti di Scotland Yard gli hanno piazzato al polso subito dopo il giudizio: rientro a casa alle 22 e divieto assoluto di lasciare l’Inghilterra.
 
Un processo importante, quello che attende i giovani, colpevoli - secondo una giuria popolare che li ha già condannati - di aver approfittato di una ragazza completamente ubriaca e, dunque, incapace di esprimere il proprio consenso. E poco importa se - in preda ai fumi dell’alcol - la giovane australiana avrebbe “provocato” i ragazzi ballando in maniera ostentata con l’obiettivo di attirare la loro attenzione: per i giurati della corte di Isleworth si tratta di stupro. 
LA SOLIDARIETÀ
Intanto, a Napoli, è scattata la mobilitazione tra gli amici di Nando che - in sua difesa - hanno organizzato una vera e propria catena di solidarietà utilizzando whatsapp: «Ciao - si legge nel messaggio inviato a centinaia di ragazzi - se ti scrivo è perché, probabilmente, negli ultimi anni hai avuto contatti con Nando». E poi aggiunge: «Sarai sicuramente a conoscenza dell’ingiustizia della quale è rimasto vittima, di conseguenza ti vorrei di chiedere di scrivere una mail per spiegare come lo conosci, che tipo di persona è, e soprattutto che non fa uso di droga o abuso di alcol». 
LA MAIL
Il gruppo di amici chiede anche che, nella mail da inviare verosimilmente ai giudici inglesi, si parli anche del «suo comportamento nei locali notturni». Secondo i promotori della “catena”, quello di Nando sarebbe ovviamente irreprensibile, senza contare l’«impatto negativo» che il carcere potrebbe avere sulla sua vita futura. «È un ragazzo che ha sempre studiato - si legge ancora nel whatsapp di gruppo - e quest’anno avrebbe iniziato la sua vita lavorativa». Purtroppo l’attività professionale di Nando dovrà attendere ancora un po’: il verdetto “popolare” è all’esame del giudice che - se dovesse confermarlo - spalancherebbe ai due ragazzi le porte del carcere: da quattro a tredici anni di reclusione con la possibilità - spiega meglio l’avvocato Capozzo - di venire a scontare la pena in Italia. «È la prima istanza che inoltreremo - dice - purtroppo qui in Inghilterra la giustizia la fa il popolo e il popolo ha deciso che i ragazzi sono colpevoli». La famiglia Orlando, intanto, ha raggiunto il ragazzo a Londra: la madre preferisce non commentare la vicenda, lo stesso fa il giovane che affida la sua difesa a Capozzo.
LA DISTRAZIONE
«Nando e Lorenzo non si erano accorti che quella ragazza era ubriaca, li aveva provocati mentre ballava, segnale chiaro - secondo l’avvocato - che ci stava». Diversa la dichiarazione dell’australiana rilasciata ai medici (e poi ai poliziotti) dell’ospedale dove venne accompagnata da un’amica, nella notte, in seguito ai traumi subiti durante il rapporto con i due italiani: «Avevo bevuto molto, vodka e prosecco, non ricordo nulla di quella serata nel locale di Soho». Tutto dimenticato, dunque, tranne le gravi lesioni che i sanitari le hanno medicato poche ore dopo l’”incontro” in quella stanza buia nella discoteca nel cuore di Soho. 
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Ultimo aggiornamento: 18 Ottobre, 23:56 © RIPRODUZIONE RISERVATA