Sud, infanzia violata: «Campania capitale dei maltrattamenti»

di Daniela De Crescenzo

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Più poveri, con meno servizi e per questo più maltrattati: è l'amaro destino di tanti, troppi, bambini campani. Lo dimostra la seconda edizione dell'Indice regionale sul maltrattamento infantile nel nostro Paese elaborato dal Cesvi, una delle organizzazioni umanitarie più presenti sul territorio che, partendo dai dati dell'Istat, ha selezionato 64 indicatori rispetto a sei capacità: cura di sé e degli altri, vivere una vita sana, vivere una vita sicura, acquisire conoscenza e sapere, lavorare, accedere alle risorse e ai servizi. Il rapporto è stato presentato alla Camera dei Deputati con l'ad Cesvi Daniele Barbone e l'Autorità Garante per l'Infanzia e l'Adolescenza, Filomena Albano.

Considerando tutti questi elementi la Campania (e con lei l'intero Meridione) pur facendo registrare un piccolo miglioramento sia sui fattori di rischio che sui servizi, non è riuscita a schiodarsi dall'ultimo posto in classifica, restando al di sotto della media nazionale per tutte le voci, mentre la Regione dove si registrano le migliori performance si conferma l'Emilia Romagna.

Complessivamente sono i bambini del Sud che corrono maggiori rischi di essere maltrattati. La ricerca non considera il rischio camorra: ma se ricordiamo che sono trentasette le vittime innocenti della criminalità, dobbiamo riconoscere che nascere al Sud è un handicap pesante.
I nostri bambini, dunque, non solo partono da condizioni peggiori e dunque vivono peggio, ma più difficilmente riescono a ricevere un aiuto.

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Mercoledì 15 Maggio 2019, 07:50 - Ultimo aggiornamento: 15-05-2019 23:00
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