Tangenziale di Napoli, la gang del viadotto colpisce ancora: automobilisti pronti alla protesta

Venerdì 8 Novembre 2019 di Maria Chiara Aulisio

«Ci hanno provato anche con me, lo scorso lunedì, intorno alle 18.30: mi hanno agganciato fortunatamente dopo lo svincolo del corso Malta, sono stato seguito fino a Fuorigrotta con delle manovre di frenate a accelerate: per fortuna sono riuscito a evitarli, ero preparato all'evento e non c'è stato l'effetto sorpresa che avrebbe potuto farmi rimanere vittima dei rapinatori. La verità è che siamo soli e abbandonati». Ancora denunce per rapine, o tentate rapine, in tangenziale.

Giancarlo la racconta sulla pagina facebook dell'avvocato Angelo Pisani che, per primo, ha denunciato quello che - nel giro di qualche giorno - sarebbe diventato un vero e proprio fenomeno criminale. «Mi è andata bene - aggiunge - ma è stato quasi un miracolo». Antonio telefona invece a Gianni Simioli, la voce de La Radiazza, trasmissione radiofonica in onda su Radio Marte tutte le mattine. Una linea diretta con gli ascoltatori che - attraverso il microfono dell'emittente - hanno la possibilità di denunciare abusi, soprusi e illegalità.

Anche Antonio è rimasto vittima della banda del viadotto: lo hanno affrontato senza troppe difficoltà mentre era bloccato nel traffico della sera, quello delle 19, quando la tangenziale viene attraversata da migliaia di automobilisti sulla via del ritorno dopo una giornata di lavoro. Poche parole, la pistola, e via l'orologio strappato dal polso in una manciata di secondi.

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Intanto, è in preparazione una manifestazione di protesta contro la società. Sul piede di guerra il consigliere regionale dei Verdi, Francesco Emilio Borrelli: «Siamo soddisfatti per la richiesta del Mit di riaprire i caselli fino al 25 novembre ma, alla conclusione dei lavori, al viadotto chiederemo che venga ridiscussa la convenzione. Occorre eliminare definitivamente il pedaggio almeno entro la tratta urbana». Borrelli ricorda di avere avanzato la medesima richiesta tre giorni fa, ritenendola «sacrosanta». «Il disagio permane - spiega - ed è giusto sospendere la corresponsione del pedaggio così da snellire le code in uscita. Speriamo che Tangenziale di Napoli non si metta ancora una volta di traverso». Ed ecco la protesta: «Vogliamo fare sentire la voce dei napoletani stanchi dei metodi adottati dai vertici aziendali, per nulla aderenti alla visione sistemica che dovrebbe caratterizzare un asse viario che scorre all'interno di una grande città».
 

 

E poi aggiunge: «La totale assenza di concertazione con gli enti locali, in occasione del restringimento di carreggiata del viadotto Capodichino, ha provocato gravissimi disagi a fronte dei quali l'azienda non ha avuto neanche la compiacenza di sospendere il pagamento del pedaggio. Tali metodi fanno trasparire un totale disinteresse nei confronti dei bisogni dell'utenza, e più in generale della cittadinanza». Il pedaggio - secondo il consigliere Borrelli - dovrebbe essere corrisposto unicamente da chi arriva in città dallo svincolo delle autostrade o dalla Domitiana».

Ultimo aggiornamento: 14:02 © RIPRODUZIONE RISERVATA