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Tasse a Napoli, rischio stangata sulle fasce deboli dallo sport agli asili nido

Venerdì 17 Giugno 2022 di Valerio Esca
Tasse a Napoli, rischio stangata sulle fasce deboli dallo sport agli asili nido

Balzelli e ritocchi all'insù per le tariffe comunali a domanda individuale. Il rischio c'è ed è concreto. Si tratta di servizi come asili nido, refezione scolastica, luoghi della cultura e impianti sportivi. Gli aumenti non saranno immediati, ma nel prossimo futuro si potrà andare incontro ad una stangata. Dell'approvazione delle tariffe, delle esenzioni ed agevolazioni, del sistema di gestione e della percentuale di copertura del costo complessivo dei servizi a domanda individuale per l'anno 2022 se ne discuterà oggi in commissione Bilancio nel palazzo del Consiglio comunale di via Verdi.

Dove potrebbe scattare la stangata? Sugli asili nido. Passando al setaccio le tabelle allegate alla delibera, che andrà approvata in Consiglio comunale (si tratta di atti propedeutici al bilancio), si può notare come per gli asili il Comune preveda di incassare dalle entrate dovute alle tariffe 900 mila euro nell'anno in corso. Il 45% del totale cadrà sulle spalle delle fasce deboli. Le tabelle Isee parlano chiaro: da o a 4mila euro di reddito, le famiglie pagheranno come quota mensile, fino a 35 euro; nella fascia reddituale 4mila-8mila euro si arriverà a pagare 75 euro al mese; da 8mila a 12mila fino a 117 euro; da 12mila a 16mila, 162 euro mensili; fino a 20mila euro si pagherà come tariffa massima 207 euro; da 20 mila a 24 mila, 252 euro; sopra i 24mila 290 euro al mese. Secondo i calcoli degli uffici, quasi la metà degli introiti previsti da Palazzo San Giacomo ricadranno soprattutto sulla fascia 0-4mila euro. «È inaccettabile - spiega il consigliere comunale della sinistra Sergio D'Angelo - dobbiamo provare ad ottenere l'esenzione di compartecipazione delle famiglie almeno per i redditi bassi, fino a 12mila euro. In analogia con l'esenzione già fissata per l'addizionale Irpef». L'assessore al Bilancio Pier Paolo Baretta getta acqua sul fuoco: «Quest'anno non abbiamo previsto tassazione in aumento per le tariffe individuali», anche se l'ipotesi di un balzello nel prossimo futuro è tutt'altro che scongiurata. 

Oggi i dati relativi alle entrate e alle spese certificati dai servizi competenti dell'Ente per determinare la complessiva percentuale di copertura dei costi, viene attestata al 42,07%, valore superiore al minimo di legge per gli enti in riequilibrio finanziario pluriennale (36%). Ma il ragioniere generale del Municipio, Claudia Gargiulo scrive: «Per il corrente anno 2022 vi è, per cause esterne all'Ente dipendenti dalla grave situazione internazionale, una forte difficoltà a prevedere l'andamento di alcuni costi, con particolare riferimento agli approvvigionamenti energetici e a quelli di derrate alimentari, con possibili effetti sul tasso di copertura dei servizi a domanda individuale». Di conseguenza, potrebbe essere necessario, nel corso dell'esercizio, applicare aumenti: «Le tariffe ed i prezzi pubblici possono essere modificati in presenza di rilevanti incrementi nei costi relativi ai servizi stessi, nel corso dell'esercizio finanziario» aggiunge il ragioniere. Lo stesso viene ribadito dal segretario generale Monica Cinque nel suo parere. Gli uffici di Palazzo San Giacomo sono dunque chiamati per la prima volta ad un monitoraggio dell'andamento dei costi che dovrà essere costantemente effettuato dai servizi competenti all'erogazione dei servizi a domanda individuale. 

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Potrebbero andare incontro a ritocchi di tariffe gli edifici culturali, senza dimenticare che nel Piano cultura proposto dal sindaco Gaetano Manfredi è previsto che castelli e musei debbano produrre più risorse. Si tratta di luoghi come Sala Viviani, Maschio Angioino, Casina pompeiana, Castel dell'Ovo, complesso monumentale di San Domenico Maggiore, il Pan. Ma lo stesso discorso va applicato alle tariffe di impianti sportivi, mercati e refezione scolastica, oltre chiaramente agli asili. Non di poco conto per gli equilibri finanziaria dell'Ente è il peso della tagliola del Patto per Napoli. I fondi in qualche modo il Comune dovrà tentare di recuperarli, quasi come a dire: bere o affogare. 

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