Tatuaggi, quanti rischi ignorati: record e medici riuniti a Napoli

Vietati agli under 16, ma tanti, troppi ragazzi violano le regole: il monitoraggio nelle scuole

Tatuaggi
Tatuaggi
di Francesca Mari
Venerdì 2 Dicembre 2022, 14:08 - Ultimo agg. 14:19
3 Minuti di Lettura

La pelle come una tela, spesso senza consapevolezza dei rischi per la salute, tra cui le malattie infettive: Aids, epatite B e C e altre infezioni. Il tatuaggio sembra infatti rappresentare più che una moda per i giovanissimi, anche se la legge in Italia lo vieta ai minori di 16 anni, mentre gli under 18 possono farlo con il consenso informato dei genitori. Tuttavia, solo in alcune regioni (Toscana, Friuli, Marche, Lazio) ci sono regole specifiche. Così capita che i minorenni non tengano conto delle norme nazionali (e dei pericoli). Lo dimostra uno studio dell'Epatologia dell'ospedale evangelico Betania di Napoli diretta da Ernesto Claar, realizzato con l'Epa C onlus in diverse scuole superiori. Su un campione di 1425 alunni under 16, ben 176 (il 12,35 per cento) hanno un tatuaggio o un piercing - sebbene sia appunto vietato dalla legge - e solo la metà dei 4mila ragazzi under 18 intervistati ha firmato un consenso informato.

Eppure, il rischio di infezioni è legato alla presenza di isopropanolo (solvente dannoso per la salute) negli inchiostri colorati, per cui un nuovo regolamento europeo ne ha vietato l'uso da gennaio 2022, ma anche dalla mancanza di rispetto delle essenziali norme igieniche regolate dalle circolari ministeriali. «In centri non qualificati - spiega Claar - in cui non c'è sicurezza igienica (cambio degli aghi, sterilizzazione della cute, utilizzo di protezioni) è possibile contrarre infezioni virali. Molto grave è il virus dell'epatite C (Hcv), per cui non c'è un vaccino e cronicizza nell'85-90 per cento dei casi, oltre ad essere altamente infettivo. Poi c'è l'epatiteB (Hbv) per cui il vaccino è obbligatorio, ma non tutta la popolazione è coperta».

Il monito? «Ai minorenni consiglio di avere il placet dei genitori e non rivolgersi a centri non accreditati», avverte l'esperto. Non bastasse, il virus Hiv, responsabile dell'Aids, può entrare nella pelle tramite un ago infetto e altri microrganismi che scatenano patologie cardiache e renali. Anche di questo si è parlato nella decima edizione del congresso «L'epatologia nel terzo millennio: epatologia sostenibile» promossa dall'ospedale evangelico Betania con la direzione scientifica di Claar in corso all'Archivio di Stato di Napoli. Tra i focus, l'integrazione ospedale-territorio, il potenziamento della telemedicina, la raccolta e l'analisi dei dati attraverso la piattaforma regionale per attirare pazienti da altre regioni in riferimento all'epatologia - e raggiungere gli obiettivi grazie anche ai fondi Pnnr.

Tra i rischi sempre più preoccupante c'è invece il binge drinking (il consumo di alcool da parte dei giovanissimi non solo nei week-end) che provoca cirrosi epatica e obesità (Campania è già maglia nera), causa steatosi epatica che può trasformarsi in epatocarcinoma. Indispensabili informazione e prevenzione: dal primo dicembre l'Epatologia di Claar riprenderà le campagne di sensibilizzazione nelle scuole.

© RIPRODUZIONE RISERVATA