«Telecamere e agenti, qui
al Rione Villa aspettiamo ancora»

di Giuliana Covella

Più presenza delle forze dell'ordine, in termini di rafforzamento di uomini e mezzi, videosorveglianza, assegnazione di spazi abbandonati. Sono le promesse mancate da governo e Comune i cui massimi rappresentanti si sono avvicendati in questi mesi nel fare visita a dirigenti scolastici, parroci e associazioni del Rione Villa, il quartiere delle stese di camorra. Dal premier Giuseppe Conte, al presidente della Camera Roberto Fico, prima di loro il sindaco de Magistris, l'assessore Clemente e altri esponenti della giunta. Spazi di aggregazione, un bene confiscato dalla mafia, maggiore controllo del territorio, alcune delle promesse fatte. E invece nel rione serpeggia delusione e l'amarezza, a cui l'altro giorno ha dato voce, attraverso le pagine del Mattino, padre Modesto Bravaccino, parroco di San Giuseppe e Madonna di Lourdes. Una chiesa che ha sede in piazza Capri, a due passi da dove martedì notte qualcuno ha fatto esplodere una bomba carta davanti a un'abitazione e dove, lo scorso 9 aprile, un pregiudicato, Luigi Mignano, fu ammazzato senza pietà sotto gli occhi del nipote di tre anni e all'uscita della scuola Vittorino Da Feltre.

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Venerdì 12 Luglio 2019, 09:01
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