Terme di Agnano, il Comune
ora prova a venderle all'Inail

Giovedì 10 Ottobre 2019 di Paolo Barbuto

Il vicesindaco Enrico Panini s'è, presentato a Roma, davanti al grattacielo a strisce bianche e blu che ospita il quartier generale dell'Inail, s'è seduto al tavolo del direttore generale Lucibello e gli ha presentato un'offerta immobiliare: volete comprare le Terme di Agnano?

Bisogna fare in fretta a liberarsi dei pezzi pregiati del patrimonio immobiliare, altrimenti i conti del Comune non si rimetteranno mai in sesto; negli anni passati il bilancio preventivo era rimpolpato con la promessa che sarebbero entrati milioni a vagonate grazie alle cessioni di strutture e palazzi. Milioni che dal consuntivo sono regolarmente stati cassati perché nessuno ha comprato i gioielli immobiliari di Palazzo San Giacomo. Così s'è resa necessaria un'accelerata che ha generato la missione a Roma del 18 settembre per tentare di liberarsi di uno dei pesi più insostenibili, le Terme di Agnano, appunto.

 

Lì non è solo questione di beni inutilizzati da vendere; Agnano rappresenta la spina nel fianco di palazzo San Giacomo che è proprietario della totalità delle azioni di una società in liquidazione, sommersa dai debiti e travolta da una irrevocabile crisi aziendale: insomma, di quelle terme bisogna liberarsi non solo per fare cassa ma soprattutto perché generano perdite insostenibili.
IL VALORE
Dalla cessione della struttura termale di Agnano, Palazzo San Giacomo conta di mettere in cassa più di 30 milioni: non è stata ancora effettuata una valutazione ufficiale sicché si resta sul vago delle ipotesi e il valore (degli immobili e delle quote azionarie) varia dai 32 ai 36 milioni di euro.
Ma perché l'Inail dovrebbe essere interessata all'acquisto delle terme di Agnano? La missione del vicesindaco Enrico Panini, accompagnato da Gianfranco Dentale, dirigente del servizio partecipazioni e bilancio consolidato, nasce dalle pieghe della legge di bilancio del 30 dicembre 2018 che contiene un dettaglio determinante per il mondo delle terme. Quel documento concede all'Inail la possibilità di procedere all'acquisto di stazioni termali che vivono una fase di grave crisi economica, ma ogni acquisto potrà essere arrivare solo dopo che una commissione avrà determinato luoghi e strutture che possono essere ricomprese nei possibili affari immobiliari. «Attualmente - spiegano con affabilità e cortesia dalla sede centrale dell'Inail - non sono state ancora individuate le aree dei possibili interventi e nemmeno le caratteristiche delle stazioni termali - per cui non è possibile parlare di trattative in corso. E comunque - concludono da Roma - una volta individuate le aree spetterà all'Istituto decidere se e quali terme accogliere nel proprio patrimonio».
IL SILENZIO
Insomma, la missione romana del vicesindaco promotore immobiliare si è conclusa con un nulla di fatto. E non ha colpa Enrico Panini il quale s'è sobbarcato la missione e l'imbarazzo di presentarsi al tavolo di Lucibello provando a vendergli un pezzo di Napoli: non c'è stata risposta solo perché, in questo momento, l'Inail non ha nemmeno potuto prendere in considerazione l'offerta perché non c'è una norma ufficiale.
Comunque, anche quando verrà fatta chiarezza sulla vicenda degli acquisti da parte dell'Inail, Napoli con le sue Terme di Agnano dovrà mettersi in fila con decine di altre stazioni termali italiane che già si sono palesate all'Istituto mostrando situazioni economiche molto peggiori di quella partenopea.
LA PREOCCUPAZIONE
Restano in attesa i lavoratori di Agnano, ridotti a poco meno di una trentina di unità, che non riescono a vedere un futuro in quella struttura. Molti dipendenti sono stati traghettati verso altre strutture comunali, quelli che sono rimasti lì, tremano.
Per la giornata di oggi è previsto uno sciopero, con una manifestazione pacifica davanti all'ingresso delle Terme. Imbarazzante il comunicato di Cgil, Cisl e Uil che annuncia la manifestazione per domani e poi alza bandiera bianca: «...nelle prossime giornate potrebbero verificarsi delle iniziative di lotta spontaneamente messe in atto dai lavoratori, peraltro difficilmente governabili dalle nostre organizzazioni sindacali...», come a dire che quei lavoratori sono allo stremo e non ne possono più nemmeno dei sindacati.
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Ultimo aggiornamento: 10:49 © RIPRODUZIONE RISERVATA