Terra dei fuochi, cercasi annusatore di cattivi odori: la paga è di 38 euro ogni tre ore

Martedì 17 Maggio 2022 di Paolo Barbuto
Terra dei fuochi, cercasi annusatore di cattivi odori: la paga è di 38 euro ogni tre ore

La puzza è una cosa seria, anche se la sola parola ci fa (quasi) sempre venire il sorriso. La puzza è una cosa talmente seria che l'Arpa Campania, l'agenzia per la protezione ambientale, si è dotata di un avveniristico laboratorio in grado di annusare l'aria e capire da dove provengono i miasmi. Solo che il computer non ha la sensibilità di un uomo, così per rendere definitivamente operativo il laboratorio, c'è bisogno di persone che dimostrino di avere un buon naso: avranno il compito di respirare l'aria puzzolente e identificare, secondo la loro esperienza, la genesi della puzza.

È un lavoro a chiamata, non un posto fisso. Tre ore trascorse ad annusare l'aria valgono 38 euro; per entrare nel gruppo di esperti in odori bisogna partecipare al bando pubblicato qualche giorno fa dall'Arpac e in scadenza il prossimo tre di giugno. 

Il documento è rigoroso, chiarisce ogni dettaglio dalla documentazione da presentare alle attitudini dei candidati. C'è anche una norma considerata talmente importante da meritare una posizione di primo piano nel documento. Il comma tre dell'articolo due dell'avviso di selezione dell'Arpa Campania, chiede specificamente che il candidato abbia consuetudine all'igiene personale. Insomma, uno che fa parte di un gruppo d'esperti che deve riconoscere l'origine della puzza non può puzzare, anche perché porterebbe i suoi colleghi sulla cattiva strada, e non è un modo di dire: il bando precisa testualmente che il candidato si impegna a «non causare alcuna interferenza alla propria percezione olfattiva o a quella degli altri esaminatori a causa della mancanza di igiene personale». Ovviamente non bisogna nemmeno utilizzare profumi o deodoranti intensi, non bisogna fumare né masticare gomma americana almeno mezz'ora prima del test.

D'accordo, anche queste puntualizzazioni fanno scivolare la questione verso la ciarla. Invece si tratta di una questione molto importante sulla quale l'Agenzia per l'ambiente della Campania punta molto. 

La struttura per l'analisi dei miasmi nell'aria è stata predisposta nella sede casertana dell'Arpac. Il laboratorio di olfattometria dinamica è stato realizzato con finanziamenti regionali provenienti dai Fondi europei per lo sviluppo regionale e non è un unicum in Italia, ce ne sono tanti nelle università dello Stivale e anche altre agenzie regionali, come l'Arpa Puglia, ne sono dotate.

Per lanciare definitivamente il progetto, però, oltre alla strumentazione c'è bisogno di nasi umani che sono piuttosto riottosi: «Avevamo già varato un altro bando perché c'è bisogno di un ampio panel a disposizione per portare a compimento le analisi - spiega il direttore generale Stefano Sorvino - solo che si erano candidati in sette mentre noi abbiamo bisogno di un centinaio di persone con buone capacità olfattive». Si tratta di costituire un gruppo variabile di esperti che siano disposti a sacrificare qualche ora della loro vita a identificare odori in cambio di 38 euro per un impegno di circa tre ore. Gli esperti non vengono convocati con grande frequenza, insomma non si tratta di un lavoro ma di un impegno collaterale. 

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Certe volte la puzza che si diffonde nell'aria è un segnale premonitore da non tenere in scarsa considerazione, lo sanno bene le persone che vivono in aree dove gli sversamenti illegali sono frequenti e l'odore dell'aria cambia di giorno in giorno.

Quando arriva un allarme olfattivo l'Arpa Campania si mette subito in movimento e i tecnici vanno a catturare l'aria nelle zone segnalate. I campioni vengono portati nel laboratorio di Caserta dove avveniristici macchinari tentano di selezionare le componenti dell'aria, ma spesso c'è bisogno di indirizzi precisi per spiegare ai macchinari in quale categoria cercare l'origine dei miasmi. 

Ecco, dunque, che entrano in azione gli annusatori umani i quali, secondo le speranze del bando appena varato, dovrebbero essere capaci di ripescare nel loro bagaglio d'esperienza olfattiva le possibili origini della puzza per poi indirizzare i macchinari verso la categoria corretta. Il panel viene riunito in una sala specifica del laboratorio all'interno della quale ci sono piccoli cubicoli separati che hanno getti d'aria davanti ai quali piazzare le narici. Niente convocazioni sul posto, dunque, nessuna caccia sul campo all'origine della puzza, come segugi che inseguono una pista tra campagne e strade. È una banale questione di laboratorio.

«Noi crediamo molto in questa iniziativa - spiega Sorvino - Potrà aiutarci a risolvere questioni ambientali che in altri tempi sarebbero sembrate inespugnabili». Per dare la caccia alla puzza sul territorio, l'Arpac ha anche lanciato un Bot su Telegram dal nome che è tutto un programma: Arpacodorbot. L'applicazione consentirà ai cittadini di comunicare in tempo reale con l'Agenzia per segnalare la presenza di cattivi odori sul territorio e permettere l'intervento immediato degli esperti del laboratorio olfattometrico. 

Ultimo aggiornamento: 15:02 © RIPRODUZIONE RISERVATA