Terremoto a Napoli, Campi Flegrei incubo vie di fuga tra intoppi, cantieri e voragini

Incomplete le tre rampe per la tangenziale ostruiti i varchi per raggiungere la Domiziana

Caos a Pozzuoli dopo il terremoto
Caos a Pozzuoli dopo il terremoto
di Pino Taormina
Martedì 21 Maggio 2024, 23:03 - Ultimo agg. 22 Maggio, 13:23
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Le tre rampe per la tangenziale di via Campana dovevano essere consegnate tre anni fa. E non sono opere di poco conto. Fanno parte del piano delle vie di fuga, completano la rete di strade per lasciarsi Pozzuoli alle spalle nel caso di evacuazione immediata o anche di un allontanamento pianificato. Ma c’è un problema: la Copin, il concessionario che ha gestito per decenni le opere commissariali della Regione, è sparito.

Ha lasciato tutto incompleto, un ammasso di cemento che è lì come simbolo del degrado e dell’abbandono. Il sindaco Manzoni, ora, dopo una via crucis di diffide inviate a chi doveva completare le opere e non lo ha fatto, sta provando, con la Regione, a riavviare le procedure per consegnare ad altri il completamento di un pezzo importante del piano intermodale dell’area flegrea.

Perché per fuggire da Pozzuoli, nel caso, bisogna puntare dritti alla Tangenziale o alla Domiziana. C’è poco da fare. Ed è quello che cercavano di fare, travolti dalla paura, in centinaia da via Napoli l’altra notte, intasando via Marconi, la stradina che costeggia l’ingresso del Rione Terra e finendo in una specie di imbuto a ridosso dell’Anfiteatro Flavio, a via Solfatara.

Ma c’è un punto: i cittadini di via Napoli da lì non dovevano scappare. Perché il piano della Protezione civile prevede che, per andare via dal lungomare, si debba andare esattamente dalla parte opposta: verso Bagnoli e Fuorigrotta, per intenderci. Ora, a dire il vero, anche qui non sarebbe semplice, perché ci sono dei lavori in corso più o meno all’altezza di Gerolomini che pure qualche disagio arrecano per via della strozzatura. Una sorta di corsa a ostacoli «Ma tutto è stato fermato, non c’è un solo cantiere aperto in queste ore. In attesa che la crisi passi», sostiene il primo cittadino che ha al suo fianco il comandante dei vigili, Silvia Mignone. Da oggi, per liberare le vie di fuga, sono stati disposti numerosi divieti di sosta in molte zone del centro cittadino.

I disagi

A via Fasano, a ridosso del mercato del pesce, c’è un cantiere della nuova stazione della Cumana che rallenta la viabilità: vero, ma dovrebbe essere utilizzata solo da chi abita nel centro di Pozzuoli anche perché porta al super-tunnel che conduce proprio lì, dove dovrebbero esserci le rampe della salvezza. Un tunnel lungo quasi due chilometri, costato 150 milioni di euro, consegnato con 4 anni di ritardo e che deve portare alla tangenziale. Ma solo in direzione Napoli: perché i varchi di accesso verso Baia Domizia o Castel Volturno sono inesistenti.

Insomma, un piano di vie di fuga piuttosto azzoppato.

 

E il Comune di Pozzuoli ha fretta, eccome, per chiudere gli interventi. Anche perché l’area militare di via Artiaco va pure velocemente consegnata: va realizzato un eliporto, ma soprattutto sarà uno dei punti di raduno per la fuga con i mezzi della Protezione Civile. Il cantiere della stazione di Vallone Mandria va avanti a passo spedito: ma c’è bisogno ancora di qualche mese.

E non sono di poco conto: perché appena i binari della vecchia tratta saranno dismessi, lungo il tragitto che era della Cumana, ci sarà un altro percorso per scappare via. Ma i disagi ci sono: per i lavori dell’acquedotto e anche dell’Enel. Ma tutto da ieri è stato sospeso. Non le situazioni che creano problematiche di viabilità, però: all’altezza della rotatoria dell’ospedale Santa Maria delle Grazie le opere vanno a rilento perché qualche mese fa, un operaio distratto fece saltare in aria un tubo del gas.

Ora bisogna agire con prudenza, insomma. E più giù, andando verso Licola Mare, un altro lavoro nei pressi di quello che una volta era il campo container degli sfollati del bradisismo del 1983, crea dei rallentamenti. Più giù, la strada che porta al depuratore, aveva un dimezzamento della carreggiata, per lavori alle fibre ottiche. Ma il semaforo da poche ore, non c’è più. Sgombrare le strade che portano lontano da Pozzuoli non è semplice. E a dire il vero, non è neanche previsto dal piano di “allontanamento”.

Perché quello che prevede il piano Intermodale è la realizzazione di più hub dove concentrare i mezzi di fuga. Che non sono le auto private, ma sono i bus. Il punto è: la paura. Quella che ha travolto i puteolani l’altra notte, spingendo a fuggire via dalla proprie abitazioni. Ecco, la verità è che nessuno ha capito bene da che parte andare. Forse, non solo per colpa propria. L’ultimo (ed unico) test di fuga è stato fatto a ottobre. Ma nel 2019. Vi presero parte con bibite e panini un centinaio di volontari. Ovvio, tutto andò alla perfezione. Il 30 maggio è previsto il secondo test virtuale, ma quello delle verità fa venire l’ansia.

Ad Arco Felice, per esempio, la viabilità la notte scorsa è saltata del tutto al bivio tra via Campi Flegrei e via Domitiana: una paralisi durata almeno mezz’ora, dovuta alla ressa. L’altra via di fuga realizzata per i cittadini di Bacoli è lo Scalandrone: ma qui i disagi sono legati all’urbanizzazione selvaggia perché vicoli e vicoletti si gettano proprio sull’opera realizzata negli anni ‘80.

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Con la struttura commissariale 887/84 ora si va a mille all’ora: Gigi Manzoni vuole velocemente completare le opere del piano di fuga. Per migliorare la viabilità di via Napoli, c’è un progetto di ampliamento del lungomare Pertini da finanziare con i Fondi di sviluppo e coesione del 2021-2024. Ma non solo: dove c’è il ponte di ferro realizzato sui resti di un vecchio insediamento romano, a ridosso della via di fuga (la variante Solfatara) che consente ai residenti del popolare quartiere di andare verso la Tangenziale di via Campana (quella delle tre rampe fantasma) c’è un’area con tre silos abbandonati che va attrezzata proprio come ritrovo dei puteolani in fuga. 

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