Terremoti e fake news, ma il Vesuvio non c’entra nulla con i Campi Flegrei

I tre vulcani sono sistemi indipendenti, per Vesuvio e Ischia l’allerta è «verde»

Ma il Vesuvio non c’entra nulla con i Campi Flegrei
Ma il Vesuvio non c’entra nulla con i Campi Flegrei
di Mariagiovanna Capone
Giovedì 23 Maggio 2024, 22:58 - Ultimo agg. 24 Maggio, 21:09
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La Campania è una terra vulcanica. Quello tra il nostro territorio e i vulcani è un binomio indissolubile, in grado di modificare nel tempo il paesaggio rendendolo unico e fertilissimo. Da Napoli guardiamo il Vesuvio a Sud est, i Campi Flegrei a Nord ovest, e nel mare Ischia a Ovest. Vesuvio, Campi Flegrei e Ischia sono ancora vulcani attivi, quindi, ma è bene sottolineare che tutti e tre questi sistemi mostrano camere magmatiche distinte e separate sebbene siano piuttosto vicine.

A mostrarci la loro diversità è banalmente anche la loro forma, ma in particolare i loro prodotti eruttivi, assai diversi in composizione e viscosità. Per capirlo però basterebbe prendere in prestito un libro di Geografia di prima media, che prevede un ampio studio della vulcanologia oltre che di terremoti e tettonica delle placche. Una visita al Museo dell’Osservatorio Vesuviano (ma anche al sito internet) pure potrebbe essere una scelta sensata, per non diffondere fake news, o peggio, credere di informare la popolazione con errori grossolani e allarmistici. Sarebbe facile facile capire che il Vesuvio non c’entra proprio nulla con i Campi Flegrei. 

L'Osservatorio Vesuviano dell’Istituto di Geofisica e Vulcanologia monitora h24 tutti e tre i vulcani dal punto di vista geofisico, geochimico e vulcanologico, producendo tutte le informazioni in Bollettini che sono emessi con frequenza periodica in funzione del livello di allerta vigente per il singolo vulcano.

Attualmente, Vesuvio e Ischia si trovano al livello di allerta Verde e i bollettini hanno cadenza mensile, mentre i Campi Flegrei sono al livello di allerta Giallo e il bollettino è emesso sia mensilmente che settimanalmente. Un bollettino settimanale sarebbe emesso anche per i livelli di allerta Arancione e Rosso. Va sottolineato che i livelli di allerta sono utili per consentire l’elaborazione delle pianificazioni di emergenza da parte del Dipartimento di Protezione civile. Si tratta di una procedura prevista a livello internazionale, in cui viene schematizzato lo stato di attività di ciascun vulcano secondo quattro colori, dal Verde al Rosso, indicando se si trova in una condizione di equilibrio o disequilibrio. I livelli di allerta sono stabiliti incrociando i parametri di monitoraggio e di dati relativi a eventuali eventi in corso, e lo stato viene fissato dalla Commissione Grandi Rischi Settore Rischio Vulcanico e, come dicevamo, utilizzati dalla Protezione civile per fronteggiare una possibile evoluzione dello stato di attività del vulcano verso scenari eruttivi. 

Attualmente il livello di allerta per i Campi Flegrei è Giallo. Specifichiamo che non è un «supervulcano» come qualcuno si ostina a definirlo: è un termine stato coniato dagli autori di un documentario del 2000 della BBC, ma non è utilizzato in vulcanologia in quanto improprio, visto che tali strutture sono al livello del sottosuolo e quindi non visibili in superficie. Lunedì c’è stato l’ultimo sciame sismico dei tanti che caratterizzano quest’area vulcanica, il più lungo e intenso da 40 anni a questa parte: oltre 400 eventi sismici con quello di magnitudo massima di 4.4. Nonostante l’attività sismica molto evidente, dovuta alla velocità di sollevamento del suolo di 2 centimetri al mese, non ci sono elementi tali da evidenziare la risalita di magma o suggerire significative evoluzioni a breve termine. 

 

Attualmente il livello di allerta per il Vesuvio è Verde. Permane una sismicità di fondo con 125 terremoti avvenuti in aprile (l’evento massimo di magnitudo 3.1) di cui ben 100 sono avvenuti prevalentemente in area craterica con profondità fortemente concentrate nel primo chilometro dovuti a fenomeni di compattazione del materiale incoerente superficiale che provoca una subsidenza. A maggio finora sono 71, con l’evento massimo di magnitudo 1.3. Non si evidenziano deformazioni riconducibili a sorgenti vulcaniche e le analisi geochimiche effettuate sul bordo e sul fondo del cratere non evidenziano variazioni significative. 

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Il livello di allerta per Ischia è Verde. Nel mese di aprile, non sono stati registrati terremoti e l’ultimo evento sismico si e verificato il 28 dicembre 2023 e ha avuto magnitudo 1. Anche altri parametri sismologici non evidenziano variazioni significative. L’8 maggio c’è stato lieve evento sismico di magnitudo 0.8 in località Fontana, a una profondità di appena 600 metri, provocato dalla subsidenza dei materiali vulcanici, confermata anche dai dati di deformazione del suolo, con abbassamenti più elevati nel settore centro-meridionale dell’isola. Altri dati non si rilevano deformazioni riconducibili a sorgenti vulcaniche. Tuttavia, il comportamento passato e lo stato attuale del sistema vulcanico di Ischia suggeriscono che esso è attivo e potrebbe produrre ancora eruzioni. 

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