Agguato a Napoli, i killer sparano su due giovanissimi: vivi per miracolo al Rione Sanità

Martedì 24 Agosto 2021 di Giuseppe Crimaldi
Agguato a Napoli, i killer sparano su due giovanissimi: vivi per miracolo al Rione Sanità

Sono vivi per miracolo. I colpi, quei proiettili calibro 9 esplosi da un gruppo di killer che li hanno raggiunti in piena notte erano stati sparati per uccidere. E invece Antonio Testa, 18 anni, e Ciro Vecchione, 19, si sono salvati prodigiosamente. Quello che ricostruiamo è il racconto dell’ultima notte di follia, violenza e sangue a Napoli. Episodio inquietantissimo, che fa seguito a quello dell’uccisione - a Pianura, solo pochi giorni fa - di un altro giovane, Antonio Zarra, e che invece questa volta tocca il cuore del centro storico cittadino: il Rione Sanità. Vecchione ha recitato nel ruolo di “’O Russ” nel film “La paranza dei bambini”, tratto dal libro di Roberto Saviano.

A ricostruire la dinamica dei fatti sono stati, sotto choc, gli stessi due ragazzi feriti. Agli agenti della Questura, in ospedale Antonio e Ciro - incensurati e, stando ai primi accertamenti, appartenenti a due famiglie lontane dagli ambienti camorristici - hanno raccontato di essere stati avvicinati improvvisamente da due grossi scooter sui quali viaggiavano quattro persone, tutte a volto scoperto.

Sono quasi le due e mezza di notte quando, all’incrocio tra via Sanità e via Arena alla Sanità - si scatena l’inferno. Vecchione e Testa percorrono l’arteria del popolare quartiere del centro storico quando si vedono affiancare da due moto con quattro persone armate: due degli aggressori impugnano pistole e aprono il fuoco, colpendo i ragazzi che tentano una improbabile fuga. Subito dopo i killer, che hanno sparato per ammazzare, si dileguano guadagnando i vicoli a ridosso della strada. 

Qualcuno lancia l’allarme e sul posto giungono i soccorsi e le Volanti della Polizia di Stato. Gli agenti della Scientifica reperteranno otto bossoli di pistola calibro 9x21 e numerose tracce ematiche. Nel frattempo i feriti - entrambi residenti alla Sanità nello stesso palazzo in vico Maresca - arrivano all’ospedale Vecchio Pellegrini. Hanno perso molto sangue, e presentano ferite alla testa ed al torace: Testa ha ricevuto due colpi d’arma da fuoco alla nuca, uno di striscio, mentre il secondo è entrato e uscito, senza raggiungere il cervello. Vecchione è stato invece colpito all’emitorace sinistro, all’altezza del cuore con entrata e uscita dal braccio. Miracolosamente illesi i due: non versano in pericolo di vita.

 

Oltre alle versioni dei due feriti, i poliziotti come primo atto investigativo acquisiscono le immagini dei sistemi di videosorveglianza (non pochi) presenti nella zona. Da quei fotogrammi potrebbero risalire all’identità degli attentatori.

Indagini coordinate dal pool antimafia della Procura di Napoli. Il che sgombra il campo a dubbi e punta ad un contesto di criminalità organizzata. Nonostante i due “bersagli” siano incensurati. Ma dopo poche ore cominciano ad affiorare i primi elementi investigativi che confermano il contesto camorristico dell’agguato. Si scava nella vita delle vittime e si acquisiscono informazioni pregresse; emerge così che almeno uno dei due feriti è stato controllato in più di un’occasione in compagnia di personaggi vicini al gruppo dei Sequino del Rione Sanità. Naturalmente questo non vuol dire che i due ragazzi feriti siano organici a contesti di camorra.

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Esclusa quasi subito l’ipotesi dell’errore di persona. I sicari volevano uccidere proprio Vecchione e Testa. Ma perché? Due le piste battute dagli investigatori della Squadra mobile guidata da Alfredo Fabbrocini. La prima riporterebbe ad un altro misterioso episodio verificatosi la notte del 6 aprile scorso, sempre alla Sanità: il ferimento a colpi di pistola di due minorenni (14 e 15 anni) per motivi mai del tutto veramente chiariti. Dietro il grave raid, forse, un mix di bullismo e vessazioni: e però uno dei feriti era il figlio di un noto camorrista del clan Rullo, affiliato ai Contini. Quanto accaduto l’altra notte potrebbe essere la vendetta maturata a freddo. La seconda ipotesi è quella di una lite improvvisa degenerata e sfociata nel sangue. 

Ultimo aggiornamento: 19:33 © RIPRODUZIONE RISERVATA