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Tiziana Cantone, indagini flop ma la madre non si arrende: «Andrò fino in fondo, troppi lati oscuri»

Giovedì 26 Maggio 2022 di Leandro Del Gaudio
Tiziana Cantone, indagini flop ma la madre non si arrende: «Andrò fino in fondo, troppi lati oscuri»

Dunque sarebbe stato un suicidio. O meglio: l'ipotesi del suicidio va considerata come quella maggiormente probabile. A distanza di un anno dalla riesumazione del corpo di Tiziana Cantone, nel pieno di un processo per omicidio volontario, vengono depositate le prime conclusioni del perito del pm. Su quale base il consulente della Procura di Aversa abbia poggiato queste considerazioni non è ancora noto, mentre la madre della ragazza di Mugnano (assieme ai suoi legali) non fa passi indietro. E chiede che le verifiche vadano fino in fondo: «Non avrò pace, fino a quando non saranno esplorati tutti gli aspetti di questa vicenda», ha più volte chiarito. Inchiesta per omicidio volontario, c'è una svolta legata all'esame autoptico su ciò che restava di Tiziana Cantone, la bella ragazza di Mugnano deceduta il 13 settembre del 2016 in circostanze ancora poco chiare. Ricordate il caso? La 31enne si sarebbe ammazzata di fronte a una sorta di gogna mediatica subita attraverso i social. In rete circolavano video privati, destinati a un circuito chiuso. Fango sulla vita di una giovane donna, che si sarebbe ammazzata. Una ricostruzione su cui la madre di Tiziana ha sempre nutruto dubbi, sulla scorta del coinvolgimento di tante persone (parliamo anche di esponenti del mondo professionale, accademico e delle forze dell'ordine) che avrebbero potuto temere di essere tirati in ballo dalle denunce della stessa ragazza. Per anni, la Procura di Napoli nord (indaga il pm Giovanni Corona) ha esplorato gli esiti delle consulenze difensive, a proposito di alcuni punti sospetti della vicenda: la posizione della donna rispetto alla panchetta ginnica in cui si sarebbe impiccata; la consistenza di alcuni lividi e punture rilevati sul collo e sul braccio, ma anche la mancanza di un'autopsia nell'immediatezza del decesso. Materia che ha alimentato non poche retrospettive, anche alla luce delle presunte manomissioni riscontrate nelle memorie informatiche di cellulare e computer usati dalla giovane donna. 

Fatto sta che quattro anni dopo il decesso di Tiziana, la Procura ha deciso di riaprire il caso per omicidio volontario, disponendo un'autopsia che ha avuto inizio nella primavera del 2021. Ma torniamo alle indiscrezioni emerse dal deposito dell'autopsia depositata in questi giorni. Difesa dai penalisti Gianluca Condrò, Emiliano Iasevoli e Stefano Marcialis, Maria Teresa Giglio non ci sta. Chiede che si vada fino in fondo e che venga svolto ogni accertamento utile per ricostruire movente, responsabilità e retroscena della morte di Tiziana: «Non abbiamo alcun tipo di cognizione del documento depositato». In campo, per conto di Maria Teresa Giglio, i professori Vittorio Fineschi e Aniello Maiese dell'istituto di medicina legale della Sapienza di Roma, cui spetta il compito di analizzare il documento del consulente del pm e, eventualmente, di esporre le proprie controdeduzioni. 

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Intanto, però, a Napoli si sta celebrando il processo a carico dell'ex fidanzato di Tiziana Cantone. Si tratta di un imprenditore napoletano, per il quale il pm Valeria Sico ha recentemente formulato una richiesta di condanna, in relazione a due ipotesi investigative finite al vaglio del giudice: un'ipotesi di calunnia (per aver indicato quattro nomi di una chat per adulti come possibili responsabili della diffusione dei video privati) e per accesso abusivo nel cellulare della ragazza (di cui conosceva parole d'ordine e codici di accesso). Difeso dal penalista Bruno Larosa, l'imputato ha sempre respinto le accuse. Una vicenda amara che resta legata a un solo punto fermo: la gogna subita da Tiziana, alimentata ancora oggi da soggetti privi di scrupoli. 

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