Tombaroli e camorra, ecco la «guerra» silenziosa di Pompei

di Dario Sautto

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Gli scavi illegali gestiti da squadre di tombaroli specializzati e il traffico di reperti archeologici «apprezzato» anche dai clan di camorra. Vari filoni d'inchiesta stanno provando a ricostruire il coinvolgimento diretto della malavita organizzata nella vendita di oggetti trafugati da aree archeologiche e da domus ancora sepolte. Terreno fertile per i collezionisti, in gran parte facoltosi e residenti all'estero, ma anche tanti italiani, che appartengono alle famiglie «bene».
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Lunedì 15 Aprile 2019, 07:30
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