Torre Annunziata, il quadrilatero
no vax tra camorra e miseria

di Daniela De Crescenzo

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La donna, giovanissima, arriva in vestaglia e sale di corsa le scale dell'istituto comprensivo Leopardi di Torre Annunziata. I figli l'aspettano per tornare a casa, così lei si ferma giusto un momento per spiegare. «Sono contraria ai vaccini. Non so, mi sembra che abbiano a che fare con le malattie. Ma a scuola mi hanno spiegato che devo farglieli fare per forza e quindi sono andata alla Asl, adesso sto a posto», racconta. Non è proprio così, per essere in regola bisogna completare la profilassi e ottenere le relative certificazioni, ma lei non lo sa.

Il giorno successivo a quello previsto come scadenza per l'obbligo di vaccino, alla Leopardi di Torre Annunziata, la scuola dei record, quella dove cinquantanove famiglie non hanno presentato il certificato, c'è chi arriva portando il tagliandino di prenotazione della Asl, chi invoca ritardi da parte dei sanitari, chi esibisce attestazioni mediche per provare l'impossibilità del vaccino, e chi se ne frega e non si fa proprio vedere. Dalla segreteria dell'istituto fanno sapere che molti genitori stanno tentando di mettersi in regola per evitare che i bambini dell'asilo siano costretti a restare a casa: la dirigente scolastica, Antonella D'Urzo, e tutti gli insegnanti sono mobilitati per evitare il forzato esodo di massa. Nella scuola del Quadrilatero delle carceri, il quartiere più difficile di questa difficilissima città, si combatte per tenere i bambini in classe e mandarli a casa è quasi una bestemmia.

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Mercoledì 13 Marzo 2019, 09:30
© RIPRODUZIONE RISERVATA



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1 di 1 commenti presenti
2019-03-13 11:11:15
Non hanno paura delle pallottole figuriamoci del morbillo

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