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Torre Annunziata, morto il clochard dal cuore buono: infarto uccide Carmine terremoto

Domenica 31 Luglio 2022 di Maurizio Sannino
Torre Annunziata, morto il clochard dal cuore buono: infarto uccide Carmine terremoto

«Perché la gente è così cattiva? Perché non riesce a godersi quello che ha con serenità? Si arrabbia sempre. Non è felice. Io abito in un piccolo basso in un vicolo e mi sembra di essere in una reggia». Le ultime parole, estratte dai discorsi interminabili e talvolta strampalati che regalava ai passanti, soltanto qualche giorno fa, quando accompagnava con una mano sul manubrio la sua inseparabile bicicletta, e a piedi sul corso principale della città percorreva chilometri senza una meta precisa. Due anni fa fu protagonista, suo malgrado, di un'assurda vicenda: sospetto positivo al Covid, probabilmente assalito dalla paura, mentre era in fila in attesa di tampone scappò dall'ospedale di Castellammare e fu inseguito da polizia, carabinieri e polizia municipale fino alla stazione della Circumvesuviana di Pompei. Soltanto qualche giorno dopo, il tampone risultò negativo.

Ieri mattina Carmine Cirillo, 55 anni, per tutti terremoto, è stato trovato riverso sul pavimento della sua abitazione, dalla persona che quotidianamente gli portava da mangiare. A stroncarlo probabilmente un infarto. Carmine riusciva a sbarcare il lunario grazie a qualche lavoro saltuario e alle offerte delle persone che gli hanno voluto bene. «La sua morte ci sconvolge» dice il parroco della Santissima Trinità, don Ciro Cozzolino. Proprio la parrocchia di via Gino Alfani, insieme ad altre parrocchie, associazioni e persone dal cuore buono, è stata molto vicina a Carmine.

Cirillo era un grande tifoso del Savoia, la squadra di calcio di Torre Annunziata. Attestati di affetto sono arrivati da tutta la tifoseria oplontina, in particolare dal giornalista Vincenzo Pinto, che il Savoia lo ha raccontato per decenni: «Carmine - dice Pinto - era un grande tifoso. Ci incontravamo spesso. Non conto più le mascherine che gli ho dato. Le perdeva. Poi quando le indossava passava sotto casa per farsi vedere. Povero terremoto». 

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