«Odissea rifiuti», i gestori dei lidi
della Litoranea sono in rivolta

Mercoledì 14 Agosto 2019 di Aniello Sammarco
Difficoltà nello smaltimento dei rifiuti, quasi totale impossibilità di conferire frazioni nobili come il vetro, rischio di sanzioni più elevato visto che spesso si è costretti a depositare gli scarti oltre l'orario consentito. L'estate per i gestori degli stabilimenti balneari e degli esercizi commerciali di via Litoranea si trasforma in odissea se si parla di spazzatura. E se la fase acuta della piena emergenza sempre alle spalle, per gli operatori del lungomare l'inferno-rifiuti non è concluso. Basta fare un giro tra gli operatori dei lidi sul litorale, per capire che l'ordinanza firmata dal sindaco Giovanni Palomba e che finora nonostante le rimostranze dell'Ascom equipara i titolari degli esercizi commerciali ai cittadini, rende la vita difficile ai titolari degli stabilimenti, in particolare a quelli che garantiscono la possibilità di cenare o comunque di consumare cibo a tarda sera a ridosso del mare.

 
IL NODO
Il calendario imposto dal Comune, oltre a stabilire i giorni in cui conferire gli scarti, senza un servizio di porta a porta annunciato da oltre un anno dall'ente costringe chi gestisce i lidi a recarsi presso ecopunti e siti di prossimità. Dove da alcuni mesi è possibile depositare i rifiuti fino alle 23. «Un aspetto che ci penalizza notevolmente dice Santiago Faraone Mennella, uno dei responsabili del lido Miramare in quanto dovendoci occupare direttamente del conferimento, spesso ci troviamo costretti a depositare i rifiuti oltre le 23, specie il venerdì, quando l'attività si protrae mediamente fino all'una di notte». Accade così che, pur differenziando regolarmente i rifiuti e rispettando il calendario giornaliero per il deposito, si rischi di sforare il limite orario stabilito da palazzo Baronale: «È successo proprio a noi a luglio ammette Faraone Mennella perché, pur rispettando calendario e modalità di differenziata, siamo andati a depositare la spazzatura alla chiusura delle attività, oltre la mezzanotte». Non solo, i titolari degli stabilimenti balneari lamentano la difficoltà di conferire rifiuti nobili come il vetro, perché in zona non vi sono campane: «E quindi spiega il referente del Miramare pur avendo la possibilità di depositare il vetro 24 ore su 24, di fatto senza appositi contenitori in zona bottiglie e vasetti si sono accumulati oltre misura».
L'ASCOM
Una problematica, quella relativa all'equiparazione dei titolari di esercizi commerciali con i semplici cittadini, già sollevata a maggio dal presidente della locale sezione Ascom, Giulio Esposito, che dopo un incontro con i rappresentanti dell'amministrazione e i dirigenti di settore aveva avuto garanzie sul cambiamento dell'ordinanza e la possibilità di introduzione per i commercianti che hanno a che fare con alimenti del porta a porta quotidiano, oggi assicurato ai soli gestori dei ristoranti: «A dire il vero spiega Esposito a noi potrebbe anche andare bene un ampliamento dei giorni di conferimento di umido e indifferenziato. Per gli esercizi che hanno a che fare con generi alimentari, tenere a deposito la frazione secca fino a quattro giorni è non solo complicato ma anche igienicamente sconveniente. Dopo le rassicurazioni verbali, nonostante successive missive, dal Comune non è giunto nessun segnale concreto».
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