Bufera a Torre del Greco: voti venduti a 20 euro, due consiglieri tra i 14 arrestati

Il consigliere Piccirillo, l'ex assessore Magliacano e il consigliere Abilitato
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di Dario Sautto

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I carabinieri della compagnia di Torre del Greco hanno dato esecuzione a 14 misure cautelari emesse dal Gip di Torre Annunziata a carico di altrettanti indagati ritenuti responsabili a vario titolo di associazione per delinquere finalizzata al voto di scambio elettorale, voto di scambio elettorale, attentati contro i diritti politici del cittadino, rivelazione e utilizzazione di segreti di ufficio, favoreggiamento, detenzione illegale di armi da sparo comuni e da guerra.

Nel corso di indagini coordinate dalla Procura di Torre Annunziata i militari dell’Arma hanno scoperto l’esistenza di un sodalizio criminale attivo a Torre del Greco che in occasione delle elezioni amministrative del 2018 aveva acquistato voti in cambio di somme tra i 20 e i 35 euro, o di generi alimentari, o promettendo posti di lavoro previsti da un progetto regionale.
 

I due consiglieri coinvolti sono Stefano Abilitato, agli arresti domiciliari, e Ciro Piccirillo, per il quale è scattata la misura del divieto di dimora in Campania. Il primo avrebbe partecipato alla gestione delle assunzioni dei netturbini che avrebbero beneficiato di un impiego a tempo determinato per il consorzio Gema, tramite l'agenzia interinale Da.Dif Consulting e lo sfruttamento di Garanzia Giovani, a pochissimi giorni dalla corsa alle urne. Il ruolo del secondo, poliziotto, è legato principalmente alla rivelazione dell'inchiesta agli indagati. Stefano Abilitato ha chiuso l'ultima campagna elettorale di Torre del Greco collezionando 927 voti. Broker assicurativo, già consigliere comunale, ex Forza Italia, era candidato con la lista civica «Il Cittadino» a sostegno del neo sindaco Giovanni Palomba. Ciro Piccirillo, invece, è al suo terzo mandato consiliare consecutivo.

Arresti domiciliari per un ex assessore, il commercialista Simone Magliacano. Tra gli indagati figura anche Domenico Pesce, presidente Unicef Napoli, accusato di aver comprato voti in cambio di pacchi alimentari con marchio Ue tramite una Onlus. 

Associazione per delinquere finalizzata al voto di scambio elettorale, concorso in voto di scambio elettorale, attentato contro i diritti civili dei cittadini, rivelazione e utilizzazione dei segreti d'ufficio, favoreggiamento e detenzione illegale di armi da guerra sono i reati contestati a vario titolo agli 8 arrestati (4 in carcere e 4 ai domiciliari) e ai 6 indagati raggiunti dal divieto di dimora (uno in Campania, gli altri a Torre del Greco), a cui stamattina i carabinieri della compagnia di Torre del Greco hanno notificato l'ordinanza.

LE MISURE CAUTELARI
Arresti in carcere: Giovanni e Ciro Massella, Giuseppe Mercedulo, Gerardo Ramondo
Arresti domiciliari: Stefano Abilitato, Andreina Vivace, Francesco Sallustio e Simone Magliacano
Divieto di dimora in Campania: Ciro Piccirillo
Divieto di dimora a Torre del Greco: Domenico Pesce, Salvatore Loffredo, Giuseppe Sdegno, Vincenzo Izzo,  Gennaro Savastano
 
Martedì 2 Aprile 2019, 06:25 - Ultimo aggiornamento: 02-04-2019 19:15
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COMMENTA LA NOTIZIA
5 di 12 commenti presenti
2019-04-05 08:36:19
Una volta il voto valeva mezza banconota (l'altra metà veniva consegnata solo ad elezione avvenuta). Il sistema ha fatto sicuramente progressi ...
2019-04-02 16:39:16
...ovviamente di centro destra, la delinquenza organizzata in politica, mi chiedo in Italia si potrà votare a destra senza votare un pregiudicato?
2019-04-02 18:42:47
Chiedilo a Scapricciatiello, e vedi cosa ti dice. Se ha il coraggio di commentare, ovviamente.
2019-04-02 16:37:53
Il Grande Eduardo lo disse moltissimi anni fa "Fuitevenne. Che tristezza ammettere quanto sia ancora valido quel consiglio. E, forse, se fosse presente a questo scempio aggiungerebbe qualche altra parolina.
2019-04-02 15:57:06
7915 è il numero di comuni nel belpaese,i cui bilanci ,anche se magri, attirano migliaia di soggetti poco raccomandabili pronti ad intrufolarsi per partecipare al banchetto della spartizioni spese ed incarichi. E' un continuo scoprire corruzione e malversazione e chissà quante innumerevoli volte mai nulla si scoprirà ......cosa fare? difficile dirlo, ma un forte taglio del numero dei comuni favorirebbe controlli accurati ed una migliore gestione del danaro pubblico che oggi le amministrazioni spendono senza neppure doverne dare conto, come quando il comitato di controllo regionale era delegato ad approvare i preventivi di spesa. Scrissi qualche anno addietro che in alcune zone del paese le giunte comunali dovevano essere composte da alti ufficiali delle forze di polizia per la loro refrattarietà a minacce ed a intrusioni malavitose.

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