Torre del Greco, telenovela rifiuti: ora sull'accordo pesano 18 esuberi

di Francesca Mari

Gioco al rialzo nel passaggio di cantiere, il più ingarbugliato della storia, tra le ditte addette alla raccolta dei rifiuti. I netturbini da assumere 119? No 124. Anzi 137. Dovrebbe essere questo esubero di ben 18 unità di dipendenti, rispetto alle 119 che la subentrante Buttol vuole acquisire come da capitolato, al centro degli incontri interlocutori che si terranno oggi a Palazzo Baronale tra ditta e Comune.

Se finora, infatti, sotto la lente di ingrandimento ci sono stati solo i famosi 5 «disallineati», cioè 4 detenuti e un licenziato per truffa, ora la ditta vuole chiarezza sui nomi che, insieme ai 5, formano un elenco di 18 persone che reclamano l'allettante «posto» nella Nu. Tolti i cinque, gli altri netturbini sono 13: tre assunti a tempo determinato, il cui contratto sarebbe scaduto il 31 gennaio, ma che continuano a lavorare per la Gema; dieci che nel luglio 2017 - al passaggio di cantiere tra la ex ditta Fratelli Balsamo e l'uscente Gema - non essendo stati acquisiti hanno avviato cause di lavoro. Si tratta di dieci persone dei Balsamo, tra cui anche figli e parenti, che lavoravano come dipendenti quando l'appalto era affidato a loro. Ciro, Massimo e Antonio Balsamo, fratelli e vertici della ditta, furono arrestati il 7 agosto 2017 insieme all'ex sindaco Ciro Borriello perché finiti, insieme ad altri due imprenditori, al centro dell'inchiesta scandalo su rifiuti e corruzione. Ora la Buttol ha chiesto al Comune un decreto sindacale con copertura finanziaria, nel caso i 18 netturbini dovessero essere integrati. E considerando che ciascuno costa sui 50mila euro lordi, il danno erariale per le casse comunali si aggirerebbe attorno al milione di euro.
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Lunedì 25 Marzo 2019, 12:00
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