Ctp, le polizze sono scadute:
gli autobus restano fermi in deposito

Domenica 1 Marzo 2020 di Domenico Maglione

Ctp, una compagnia di trasporti pubblici sempre più in lento e irreversibile declino. Ora mancano anche i soldi per le assicurazioni dei bus: dalle 24 di stasera si fermano in garage anche quei pochi mezzi funzionanti. In poche righe, lanciate con un comunicato dal direttore generale facente funzioni, Stefano Di Stasio, si racchiude l’agonia di una società ormai sull’orlo della bancarotta. «A causa del mancato accredito in tempo utile delle somme attese dalle stazioni appaltanti sia per i corrispettivi di servizio del mese di gennaio che per contributi di efficientamento, non è stato possibile, tra l’altro, effettuare il pagamento della rata trimestrale della polizza assicurativa degli autobus», scrive il manager dal quartier generale di Arzano per disporre il divieto di utilizzo dei mezzi di trasporto fino a nuova comunicazione. 

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LA PARALISI
Quella lanciata dai vertici aziendali non è una notizia che certamente farà piacere ai pendolari ma sicuramente non rappresenta una grande perdita per i viaggiatori, soprattutto quelli serviti dal deposito di Arzano dove gli autobus sono praticamente fermi da mesi. Per i depositi di Pozzuoli e Teverola, invece, sicuramente qualche ripercussione in più si avvertirà per gli abituali utenti. Dalla città flegrea ogni giorno sono regolarmente in servizio circa l’ottanta per cento delle linee programmate mentre da Teverola solo il cinquanta per cento. Chi sta messo peggio è Arzano dove dei 60-65 autobus che ogni giorno dovrebbero essere in strada solo quattro o cinque escono effettivamente in servizio. «È veramente assurdo restare in piedi in queste condizioni – denuncia Giuseppe Ferruzzi, rappresentante sindacale della Usb –. Ormai da Città Metropolitana arrivano solo promesse che vengono puntualmente disattese: la verità è che la situazione aziendale precipita lentamente, giorno per giorno, nel silenzio di tutti. Si parla tanto di prevenzione contro il coronavirus ma i nostri autobus addirittura sono in una situazione igienica di grande precarietà. La sanificazione? Non sappiamo nemmeno cosa sia. Intanto, è a rischio anche il pagamento dello stipendio e aumentano anche i mesi dei ticket arretrati».

L’ABBANDONO
Per non dimenticare i cinque anni di trattamento di fine rapporto arretrati e altri debiti che sommergono la società controllata da Città Metropolitana, una delle società più disastrate nel settore dei trasporti su gomma. Il deposito di Arzano più che una rimessa, ad esempio, sembra un cimitero di autobus. Mezzi fermi e abbandonati da mesi magari solo per piccoli guasti che nel tempo diventa però problematico riparare. Infatti, più passano i mesi più i danni diventano maggiori: le batterie vanno fuori uso così come le gomme che si ovalizzano e bisogna poi sostituire. Anche gli impianti elettrici, seppure funzionanti, vanno revisionati dopo mesi di inattività. «Non parliamo delle strutture – sottolineano alcuni dipendenti -. Ci siamo visti costretti ad inoltrare una segnalazione all’Asl per la precarietà igienica e l’insalubrità dei luoghi di lavori. Blatte, topi e sporcizia ovunque: siamo abbandonati su ogni fronte». L’azienda avrebbe la necessità di risorse economiche fresche per riprendersi e attuare un piano di riorganizzazione in grado di rimettere in piedi in maniera efficiente il servizio di trasporto pubblico su gomma nell’hinterland di Napoli e in alcuni comuni della provincia di Caserta, pure serviti da Ctp. La compagnia avrebbe bisogno non meno di 40 milioni di euro che potrebbero arrivare da Città Metropolitana che potrebbe chiudere con una transazione un lungo contenzioso in atto sull’aumento Istat sui chilometri mai riconosciuto.
Da domani il blocco sarà totale: si fermano anche le linee cosiddette virtuose e produttive che ancora resistono, tra cui quella che collega Pozzuoli con Mondragone e Baia Domitia. 

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