Napoli, perdono il Frecciarossa dopo l’annuncio truffa: «Il treno parte in ritardo»

Domenica 30 Giugno 2019 di Mario Fabbroni
Napoli, perdono il Frecciarossa dopo l’annuncio truffa: «Il treno parte in ritardo»

Non bastava il corto del regista Ozpeteck per i 10 anni dell’Alta Velocità. A Trenitalia oggi hanno voluto inaugurare pure il filone del thriller con beffa. Già perché per decine e decine di passeggeri con destinazione Roma, Firenze, Bologna e Milano già presenti nella stazione di Napoli Centrale è capitata l’incredibile disavventura di perdere il treno perché ingannati dalla stessa Trenitalia. 

Alle 12:52 infatti un inequivocabile annuncio indicava che il Frecciarossa 9536 delle 12:57 per Milano Centrale sarebbe partito «con 15 minuti di ritardo». Quindi la solita frase «ci scusiamo per il disagio». Disappunto davanti al tabellone delle partenze, qualcuno va a prendere acqua e altro per rifocillarsi dal caldo torrido e dall’imprevista attesa supplementare. Ma l’agognato treno e il binario di partenza spariscono dal tabellone. Come mai? 

Il Frecciarossa 9536 di Trenitalia era partito regolarmente lasciando a terra gli utenti che avevano diligentemente «prestato attenzione alle successive comunicazioni». Con buona pace - nonostante le proteste - per coincidenze e aerei delle vacanze.

L'ufficio stampa del Gruppo FS Italiane ammette il disservizio causato «da un errore nel sistema elettronico degli annunci alla Clientela», ma puntualizza anche che «tutti i passeggeri coinvolti sono stati subito assistiti e ricollocati sul primo convoglio utile, quello in partenza sempre da Napoli Centrale alle ore 14». Cosa effettivamente avvenuta. Una successiva ed approfondita indagine ha poi accertato che l'errore è diovuto ad una congestione tra dati e annuncio del presunto ritardo. «Si tratta di un sistema gestito da Rete Ferroviaria Italiana (RFI) che si occupa per intero dell'infrastruttura - dicono da Trenitalia - quindi in un certo senso siamo stati anche noi vittime di un disservizio che non dovrebbe accadere e di cui chiediamo scusa». 
 

Ultimo aggiornamento: 1 Luglio, 06:46 © RIPRODUZIONE RISERVATA