Tribunale di Napoli nel caos: «Il giudice non fa udienza, è ancora nella fase uno»

Sabato 23 Maggio 2020 di Leandro Del Gaudio

Udienza rinviata a data da destinarsi, comunque dopo il 31 luglio, quindi - nella migliore delle ipotesi - a partire da settembre. Succede anche questo nel Palazzo di giustizia napoletano, dove la macchina dei processi ha da poco scaldato i motori ma tarda ad ingranare. È di ieri la decisione di un giudice civile di rinviare a dopo lo stop di agosto l'udienza di un processo legato alla controversia contro l'ospedale Santa Maria delle Grazie, da parte di un gruppo di parenti di un paziente detenuto. Udienza fissata per il 29 giugno prossimo, per la sola costituzione delle parti, ma il giudice manda tutti a settembre. Tempi ordinari per la giustizia napoletana? Non ne sono convinti i legali degli attori. In sintesi, il giudice fa leva su un protocollo interno alla propria sezione che era stato firmato il 24 aprile scorso, dunque in piena fase uno. Stando al protocollo interno, per i procedimenti di colpa medica «sarà privilegiato il rinvio a settembre (o seguenti), per l'opportunità di non distogliere in questo momento di emergenza sanitaria del Paese dalla propria attività professionale i medici che, a vario titolo, sarebbero coinvolti nelle operazioni peritali, oltre che per la difficoltà delle pratiche connesse alle stesse».

Una motivazione che non convince gli avvocati Fabio Foglia Manzillo e Stefania Salzano, che hanno spedito al giudice un'istanza di nuova fissazione dell'udienza, chiedendo che venga ripristinata la data originaria del 29 giugno.
 

 

Chiaro il ragionamento dei due legali. Punto primo: siamo già nella fase due, con un numero di contagi vicini allo zero; punto secondo: stiamo parlando solo della costituzione delle parti, che può avvenire con una semplice trasmissione delle note scritte delle parti al giudice, cui spetta il compito di incamerare i primi dati, dare inizio al processo e fissare una seconda udienza. E sono ancora i due legali a ricordare che si tratta di un'udienza nella quale non è richiesta la presenza di eventuali periti, che non sarebbero così sottratti dal contrasto all'emergenza corona virus: «Si tratta di udienza di costituzione delle parti, che in quanto tale avrebbe dovuto essere celebrata cartolarmente. Inoltre, l'attività telematica della ratio legislativa deve poter garantire la prosecuzione dei giudizi anche nella fase emergenziale, che ad oggi risulta in evidente miglioramento in Campania, atteso che fortunatamente la stessa rientra nelle regioni a contagio zero». E non è tutto. Si ricorda l'esigenza di garantire la presenza di cancellieri in servizio, oltre al dovere di rispondere alle esigenze di giustizia di un nucleo familiare colpito dalla morte di un congiunto. Si legge nella nota: «Tale richiesta risponde alla duplice esigenza di tutelare diritti soggettivi inviolabili della persona, come la lesione del diritto alla salute (articolo 32 della Costituzione), nonché l'interesse di soggetti che, oltre ad aver subìto un danno gravissimo, quale la perdita di un congiunto, sono persone non abbienti che hanno fatto fronte, pur non godendo di un sicuro stipendio statale, a spese per l'instaurazione del giudizio, ad oggi in evidente paralisi». Intanto, anche sul fronte penale si registrano notizie in chiaroscuro, dettate soprattutto dalla difficoltà di allestire videoconferenze dalle varie carceri italiane, ma anche dalla necessità di avere informazioni in tempo reale a mezzo posta elettronica. Ed è in questo senso che la Procura ha messo a disposizione un indirizzo mail, per segnalare eventuali disfunzioni, (ufficio.innovazione.procura.napoli@giustizia.it), nel tentativo di fare decollare un servizio pubblico che non può essere rinviato anche solo per una semplice trasmissione di atti.

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