Trovato morto in casa nel Napoletano: il giallo delle coltellate

Giovedì 21 Marzo 2019 di Dario Sautto
Un cadavere trafitto da diverse pugnalate, immerso in una pozza di sangue, con macchie ematiche praticamente in tutto l'appartamento. Ma soprattutto, nessuna traccia del coltello insanguinato con il quale la vittima possa aver deciso di togliersi la vita. Si tinge di giallo la morte del 51enne Carlo Desiderio, incensurato di Massa Lubrense, trovato senza vita dal fratello nel primo pomeriggio di lunedì.
 
Desiderio viveva da solo in un appartamento in via IV Novembre, frazione di Sant'Agata sui due Golfi a Massa Lubrense, nel cuore della Penisola Sorrentina. Lavorava, ma aveva problemi di alcolismo. Da alcuni giorni non rispondeva alle telefonate, un dettaglio che ha allarmato il fratello che ha deciso di recarsi a casa sua. Quando ha aperto la porta d'ingresso, si è trovato davanti ad una scena raccapricciante. La salma del fratello giaceva a terra, in cucina, in una pozza di sangue. Ma prima di arrivare lì, il 51enne avrebbe percorso l'intero appartamento, lasciando tracce ematiche dappertutto. Sul posto sono subito intervenuti i carabinieri della stazione di Massa Lubrense e della compagnia di Sorrento, che hanno avviato le indagini, coordinati dal sostituto procuratore Sonia Nuzzo della Procura di Torre Annunziata. Visto che non sono stati riscontrati segni di effrazione, che Desiderio viveva da solo in casa e, soprattutto, che aveva seri problemi con l'alcool, gli investigatori hanno inizialmente pensato ad un caso di suicidio. Ma alcuni dettagli hanno spinto gli investigatori a rivedere la tesi iniziale. D'accordo con il pm che coordina le indagini, la salma è stata immediatamente sequestrata e ieri mattina è stata disposta l'autopsia, che sarà effettuata questa mattina all'obitorio di Castellammare di Stabia, dove è a disposizione degli inquirenti da oltre quarantotto ore. Nel frattempo, i carabinieri hanno sequestrato l'appartamento e alcuni oggetti trovati nell'abitazione, tra cui alcuni coltelli da cucina. Uno di questi è stato ritrovato all'interno di una vaschetta di plastica piena d'acqua nel lavandino della cucina. Potrebbe essere questo coltello l'arma del delitto utilizzata dall'assassino o dallo stesso Desiderio per infliggersi le ferite mortali. Non è ancora possibile dire se le ferite tante trovate sul corpo senza vita del 51enne possano essere compatibili con quella lama.

Nel frattempo, la Procura di Torre Annunziata, con il pool di magistrati del procuratore Sandro Pennasilico e dell'aggiunto Pierpaolo Filippelli, indaga contro ignoti per omicidio. I carabinieri hanno già ascoltato il fratello della vittima e alcuni vicini di casa, che hanno raccontato di aver sentito il 51enne urlare nella serata di domenica, che potrebbe coincidere con il momento del suo decesso. Non hanno sentito altre voci provenire dall'appartamento. Potrebbe, dunque, aver avuto una colluttazione con qualcuno che era andato a trovarlo a casa, forse aveva un appuntamento. Qualcuno che conosceva. Qualcuno che ha poi deciso di portare via l'arma del delitto, oppure l'ha lasciata lì in cucina, provando a togliere ogni traccia di sangue. L'assenza di altre armi bianche sulla scena del delitto hanno spinto gli inquirenti ad effettuare ogni accertamento necessario a risolvere quello che somiglia sempre più ad un giallo. Il primo passo sarà, appunto, l'esame autoptico. Poi, gli specialisti del Ris dei carabinieri effettueranno ulteriori esami all'interno dell'abitazione in cui è morto il 51enne, per capire se ci sono tracce biologiche o impronte di altre persone. Intanto saranno ascoltati altri conoscenti di Carlo Desiderio, per capire chi possa essere stato l'ultimo ad averlo incontrato prima della sua morte.
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