Turismo a Napoli, la ripresa è lenta: aperto solo un hotel su 10

Tuesday 2 June 2020 di Valerio Esca

Con il via libera agli spostamenti tra regioni, e presto anche con l’estero, cresce la speranza di rimettere in moto il comparto turistico. A Napoli si viaggia con il freno a mano tirato. Pochi gli alberghi aperti, il 10 per cento: su 150 strutture soltanto 15, in questo periodo, hanno continuato a lavorare. Le camere disponibili sono 500, sulle oltre 6mila a pieno regime (per 12mila posti letto), quelle occupate meno di 100. Un momento nero per alberghi, b&b e strutture ricettive extralberghiere. La speranza è legata alla riapertura delle tratte aeree, con le compagnie che da metà giugno riprenderanno a volare con destinazione Napoli. Tra la metà del mese e i primi di luglio potrebbe arrivare una boccata d’ossigeno. Sui prezzi si punterà a una politica di contenimento, con il rischio di una guerra al ribasso per accaparrarsi i clienti.

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Lontane le immagini di appena tre mesi fa, con gli alberghi stracolmi e le strade invase dai turisti di tutto il mondo. Il Covid – stando a quanto fanno sapere gli albergatori - ha compromesso l’intera stagione turistica 2020 e, pare, che prima di un paio d’anni non si riuscirà a incassare risultati soddisfacenti in fatto di presenze sul territorio. Restano chiusi, per il momento, tutti i grandi alberghi sul Lungomare, così come la maggior parte degli hotel partenopei. Rinviati i convegni già prenotati negli alberghi ad aprile e maggio, ma si sta lavorando per poterli ospitare a ottobre-novembre. «È arrivato il momento di investire sulla promozione del territorio, far ripartire il turismo cittadino insieme a quello nazionale. – spiega il presidente di Federalberghi Napoli Antonio Izzo - In Spagna si sono già mossi con campagne mirate. Non possiamo farci trovare impreparati o reagire troppo lentamente per non perdere terreno con i nostri competitor. Tutto nel rispetto delle prescrizioni sanitarie. Gli alberghi si sono attrezzati rapidamente proprio per essere pronti». 
 

 

«Oggi, però, le prenotazioni sono ancora scarse. – incalza Izzo - Deve quindi arrivare il messaggio che Napoli è un luogo sicuro dove trascorrere le proprie vacanze. E dove sono state prese tutte le precauzioni per ospitare in sicurezza i turisti, sia negli hotel che nel resto della città. Tutto ciò anche in vista dell’incremento dei collegamenti internazionali con la ormai prossima riapertura delle frontiere. Campagne virali sui social media, campagne pubblicitarie televisive, servizi sui giornali specializzati, possono essere alcune valide iniziative per favorire il ritorno dei turisti». Claudio Boccalatte, proprietario della società Europa alberghi, che gestisce cinque hotel, oggi tutti chiusi, evidenzia: «Non essendoci stata in questi anni una crescita del sistema turistico cittadino, e parlo del Comune di Napoli, rispetto all’incremento di presenze, appena è mancato il trasporto aereo è crollato tutto. I numeri positivi sono arrivati grazie agli accordi tra l’aeroporto di Capodichino e le compagnie low cost. Da oggi, con le riaperture tra regioni, per noi non cambia nulla». 
 

Non se la passano meglio i b&b. Su 7100 annunci validi (su AirBnb), tra b&b e affittacamere, il 60 per cento non sa se, e quando, riaprirà, il 40 per cento invece è pronto a ripartire, ma non ha ospiti, tantomeno prenotazioni in vista. «Con la riapertura dei confini regionali e forse nazionali, e dopo circa una settimana dalla pubblicazione dell’ordinanza regionale non c’è uno straccio di proposta – dice Agostino Ingenito presidente dell’Abbac, associazione b&b e affittacamere - La stagione oramai è compromessa e speriamo in un intervento a stretto giro di Governo e Regione».
 
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Il direttore esecutivo Enit-Agenzia Nazionale del Turismo, Giovanni Bastianelli, vede il bicchiere mezzo pieno: «Napoli e la Campania, che sono tipicamente investite anche dal turismo domestico, sono tra le realtà che recupereranno prima i flussi turistici intercettando una quota di quel 40 per cento di italiani esterofili che quest’anno potrebbe preferire destinazioni marittime campane. Anche il New York Times qualche giorno fa ha eletto proprio la costiera, e la Campania, zone Covid free invitando a visitarle da prospettive diverse. Il mondo riconosce questo territorio come icona della ripresa». Intanto arriva l’sos delle agenzie di viaggio al governatore Vincenzo De Luca. In rappresentanza di oltre 500 realtà commerciali, gli agenti chiedono: «Contributi a fondo perduto; misure per il mantenimento del livello occupazionale nel settore turistico ed in particolare delle agenzie di viaggio; esenzione dal pagamento dei tributi locali per tutto il 2020 a favore delle agenzie di viaggi». Tra i firmatari Saverio Panico, Achille Lauro, Cesare Foa, Gianluca Albano, Giuseppe Ambrosino, Mario Cozzi, Michele Guardascione e Salvatore Cerbone

Ultimo aggiornamento: 3 June, 15:38 © RIPRODUZIONE RISERVATA