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Napoli, troppi tesori negati e monumenti maltrattati: così respingiamo i turisti

Martedì 10 Maggio 2022 di Paolo Barbuto
Napoli, troppi tesori negati e monumenti maltrattati: così respingiamo i turisti

I numeri sono ineludibili, non mentono, raccontano solo la fredda realtà: i numeri dei visitatori nei siti turistici gestiti dal Comune presentano il resoconto di una sconfitta senza precedenti: i luoghi di maggior appeal accolgono tante persone che, però, a leggere le recensioni sul web, restano profondamente deluse; i siti più nascosti e colmi di meraviglie, invece, non vengono nemmeno sfiorati dalla massa di turisti che invade la città anche se raccolgono commenti entusiasti dai visitatori.

Abbiamo accostato ai dati del 2021, ancora macchiati dalle difficoltà della pandemia, gli ultimi numeri “puliti”, quelli del 2019 in cui la città era al massimo dell’esplosione del turismo. In quell’ultimo anno utile a un confronto realistico, il 2019 appunto, a Napoli secondo le statistiche ufficiali della Regione Campania, hanno dormito almeno una notte 4.159.631 turisti: di questa clamorosa massa di persone, una percentuale infinitesimale ha scoperto che esiste la meraviglia archeologica del parco di Pausilypon che è stato visitato da diecimila persone, per la maggior parte napoletani. Un risultato imbarazzante per un luogo che rappresenta una perla archeologica nel cuore di Posillipo.

Il problema è che i siti turistici gestiti dal Comune non godono di grande attenzione nel racconto della città, questo accadeva con la precedente amministrazione e si sta ripetendo con quella attuale che non sembra aver messo in campo grandi piani per attirare i turisti nei siti che gestisce.

Del resto nelle classifiche dei luoghi più visitati della città, certi luoghi nemmeno esistono: il vertice delle classifiche viene conteso dalla Cappella Sansevero e dalla Napoli Sotterranea inventata da Enzo Albertini a piazza San Gaetano, poi vengono i clamorosi musei, Mann e Capodimonte, in sequenza si piazzano il Duomo, le passeggiate a Spaccanapoli e sul lungomare, il Palazzo Reale, le pizzerie, le stazioni dell’Arte della Metropolitana. Solo in coda alle classifiche si intravedono Castel dell’Ovo e Maschio Angioino, nelle statistiche nemmeno compaiono luoghi d’eccellenza come La Real Casa dell’Annunziata con la “ruota degli esposti”, la chiesa di San Severino al Pendino, quella di San Domenico Maggiore, il parco archeologico Pausilypon del quale abbiamo già detto.

C’è, infine, un luogo vietato alle visite che, comunque, i turisti continuano a cercare: è il cimitero delle Fontanelle. Per anni è stato considerato il possibile volàno del rilancio della Sanità, pian piano ha conquistato spazio nelle guide turistiche e nelle attenzioni dei visitatori sempre più numerosi della città. Poi, tre anni fa, è stato chiuso perché considerato pericolante. Da quel giorno non ha più riaperto, eppure i turisti anche in questi giorni si arrampicano in cima alla salita del cimitero pensando che potranno visitarlo. Scoprono, con delusione, davanti al cancello chiuso, che non è possibile.
Ma come mai i turisti non sanno?

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In realtà Palazzo San Giacomo non sembra in grado di far girare le notizie che riguardano i siti turistici che gestisce. Non riesce a far sapere ai visitatori che il cimitero delle Fontanelle è chiuso, non è capace nemmeno di diffondere notizie utili come quelle che prevedono la prenotazione obbligatoria per accedere a determinati luoghi: è successo l’altro giorno alla riapertura di Castel dell’Ovo quando decine di turisti sono rimasti fuori perché non avevano prenotato e non sapevano della prenotazione, accade spesso al Maschio Angioino e a volte pure al Parco di Pausilypon.

Il resto lo fanno le recensioni che ogni turista legge prima di decidere se visitare un luogo. Ecco un fior da fiore da Tripadvisor. 

Castel dell’Ovo: «Tenuto in condizioni pessime e sporco. Non posso dare meno di 1, altrimenti lo farei», aprile 2022.

Maschio Angioino: «Si può evitare. Molto disorganizzato il tutto. Ambienti non curati nella pulizia. Non mi sento di consigliare la visita. Basta ammirare il castello da fuori», marzo 2022.

San Domenico Maggiore: «Sito molto interessante, sarebbe molto meglio se le due signore che lavorano lì evitassero perlomeno di urlare i fatti loro al telefono, indecenti». Marzo 2021.

Ultimo aggiornamento: 11 Maggio, 17:11 © RIPRODUZIONE RISERVATA