Hai scelto di rifiutare i cookie

La pubblicità personalizzata è un modo per supportare il lavoro della nostra redazione, che si impegna a fornirti ogni giorno informazioni di qualità. Accettando i cookie, ci aiuterai a fornire una informazione aggiornata ed autorevole.

In ogni momento puoi modificare le tue scelte tramite il link "preferenze cookie" in fondo alla pagina.
ACCETTA COOKIE oppure ABBONATI a partire da 1€

Danil, 17 anni, profugo a Ercolano: ​la famiglia che doveva accoglierlo lo rifiuta, è sieropositivo

Mercoledì 25 Maggio 2022 di Francesca Mari
Danil, 17 anni, profugo a Ercolano: la famiglia che doveva accoglierlo lo rifiuta, è sieropositivo

Danil F. ha 17 anni ed è arrivato a Ercolano lo scorso 6 marzo insieme ad altri rifugiati scappati dalla guerra in Ucraina. Quel giorno 49 profughi, per lo più bambini ed orfani, trovarono accoglienza nelle famiglie napoletane grazie alla mediazione dell’associazione «Uniti per la vita», ma lui no. Quando si scoprì che aveva genitori affetti da Aids, la famiglia che doveva accoglierlo cambiò idea e lui rimase solo in quella chiesa in cui tutti i suoi connazionali erano stati accolti a braccia aperte e con giochi e dolciumi. Da allora Danil è in una struttura a San Sebastiano al Vesuvio, preso in carica dagli assistenti sociali del Comune di Ercolano che hanno accertato che è sieropositivo ma non contagioso, non costituisce insomma alcun pericolo. In realtà una famiglia che vuole accoglierlo ci sarebbe: una donna ucraina sposata con un uomo di Torre del Greco, che con lui ha una figlia, si è fatta avanti. Ma la struttura che lo ospita tarda a “liberarlo”.

«Il ragazzo non sta più bene lì - dice Inna Dorotsinkovska, attivista di Uniti per la vita - e lo sappiamo perché lo riferisce sempre alla sua tutrice a Kiev. C’è questa famiglia che vuole accoglierlo e noi sappiamo che è felice di andarci, ma l’affidamento non arriva. Danil per alcuni ritardi cognitivi sembra più piccolo della sua età, è come un bambino, perciò soffre della mancanza di calore familiare». Anche il presidente dell’associazione Nicola Florio e la famiglia affidataria premono affinché si riducano i tempi. E da Kiev arrivano molte pressioni e critiche al modo di occuparsi del ragazzo. In realtà il minore è stato affidato dal Tribunale a una tutrice legale, l’avvocato Giuseppa Emanuela Perna: «Stiamo seguendo tutte le procedure - dice - e il 7 giugno porteremo Danil a conoscere i genitori affidatari. Lui ha l’ultima parola, se ci sarà sintonia poi seguirà un periodo di adattamento per capire se la convivenza può essere favorevole per il minore. Quello di Danil è un caso che abbiamo molto a cuore». «Abbiamo seguito il ragazzo - aggiunge il sindaco Ciro Buonajuto - fin dal principio e gli staremo accanto. C’è un po’ di timidezza nell’accettare questo minore, ma nello stesso tempo abbiamo avuto diverse offerte anche dalla comunità Lgbt».

Video


 

Ultimo aggiornamento: 14:10 © RIPRODUZIONE RISERVATA