Una mamma: «Ho dovuto denunciare
mio figlio 15enne dopo le violenze»

Lunedì 13 Agosto 2018 di Ferdinando Bocchetti

Prima di denunciarlo per la terza volta ai carabinieri, Rosa (nome di fantasia) le ha provate tutte per evitare che il figlio finisse in una comunità minorile. Ci ha provato con le parole, il dialogo, i rimproveri e infine, rivolgendosi e chiedendo aiuto ad amici, parenti e specialisti. Niente però, è bastato a far sì che suo figlio, 15 anni appena compiuti, mettesse fine alle violenze contro di lei e alla sorella poco più grande di lui. Il ragazzo, che ha frequentato la scuola fino alla terza media e che un anno fa ha perso il padre, è stato arrestato ieri dai carabinieri della locale Compagnia. I militari dell'Arma di via Nuvoletta sono intervenuti in una traversa di via Mallardo, a pochi passi dal cimitero di via Vallesana, dove si stava consumando l'ennesima scena di violenza. Ad allertarli è stata proprio Rosa, divenuta bersaglio insieme con l'altra figlia, della furia cieca di Nicola (nome di fantasia).

LA CAUSA
Tutto è nato per futili motivi: la mamma ha chiesto al figlio 15 enne di abbassare una tapparella, ma lui non ha voluto sentir ragioni e dopo l'ennesimo richiamo della donna, gli si è scagliato contro: schiaffi, pugni, spintoni e insulti. Non solo alla mamma, ma anche alla sorella 16 enne, che aveva tentato invano di riportarlo alla calma. Quando i carabinieri sono arrivati nell'abitazione, il giovane era ancora in forte stato di agitazione. Le vittime, salvate dall'ennesima aggressione, sono ricorse alle cure dei medici dell'ospedale San Giuliano di Giugliano. Le loro contusioni sono state giudicate guaribili in tre e sette giorni. Nel corso dei successivi approfondimenti, eseguiti dai carabinieri, è emerso che Nicola non era nuovo a tali atteggiamenti ed era stato - proprio per questo motivo - già in passato denunciato per maltrattamenti in famiglia. L'ultima denuncia risale a qualche settimana fa. Il ragazzo, infatti, era stato segnalato alle forze dell'ordine dopo un tentativo di estorsione: soldi richiesti con insistenza alla mamma e che, verosimilmente, venivano spesi per l'acquisto di droghe leggere. Nonostante la sua giovane età, Nicola - secondo quanto appurato dagli inquirenti - faceva già regolare uso di sostanze stupefacenti: hashish e marijuana perlopiù. Il 15 enne si trova da ieri in una comunità minorile, dove sarà assistito da un pool di esperti.

LA DENUNCIA
I responsabili dei servizi sociali del Comune evidenziano il fatto che è «raro imbattersi in genitori che denunciano i propri figli, soprattutto quando si tratta di minori. Molti - dicono gli esperti di violenze domestiche dell'ente cittadino - vogliono evitare che i loro ragazzi possano avere a che fare con la giustizia e seppur con enormi sensi di colpa, spesso lasciano correre gli episodi di violenza. Negli anni dell'adolescenza capita che i ragazzi attraversino una profonda crisi, che può degenerare in atteggiamenti e comportamenti improntati alla violenza. I servizi sociali fanno il possibile, ma non sempre riusciamo ad ottenere i risultati sperati. I genitori, dal canto loro, nella stragrande maggioranza dei casi non sanno come comportarsi. La scelta di Rosa, seppur sofferta, è stata quella più giusta. Ora Nicola sarà seguito quotidianamente e avrà una possibilità concreta per curare i suoi disturbi».
 

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