CORONAVIRUS

Vaccini, a Napoli studenti in fuga: la campagna anti-Covid non decolla

Giovedì 26 Agosto 2021 di Nunzia Marciano
Vaccini, a Napoli studenti in fuga: la campagna anti-Covid non decolla

Doveva essere il giorno degli studenti, il primo degli appuntamenti della campagna vaccinale “W la Scuola”, promossa dall’Asl Na1 e rivolta a ragazzi e docenti. E invece, alla Stazione marittima, l’affluenza dei più giovani è stata veramente bassa: in piena mattinata si sono contati sulle dita di una mano gli studenti che, accompagnati dai genitori, hanno aderito all’iniziativa. Stando ai dati della piattaforma, erano circa 200 gli iscritti delle due tipologie a cui era dedicata la giornata ma a colpo d’occhio, era evidente l’alto numero invece, di over 50 e 60, soprattutto per la seconda dose, Pfizer o Astrazeneca.

A motivare i pochi giovanissimi presenti soprattutto la voglia di tornare in classe e la paura di un nuovo anno in Dad, che è poi l’obiettivo esplicito della campagna stessa: stando ai dati del Ministero la Campania ha il record positivo del personale vaccinato ma anche se non c’è obbligo di vaccino per gli studenti, è chiaro che senza immunizzazione, niente ritorno in presenza. «Non voglio tornare in Dad: frequentare è un’altra cosa, sia per le lezioni in sé sia per la socializzazione», dice Dario Gabriele, 14 anni, accompagnato dalla madre: «E anche i miei coetanei la pensano come me. E comunque il vaccino è importante a prescindere». Meno motivato Bruno Calogero, 12 anni: «Non lo sto facendo solo per la scuola: lo faccio per il Green pass. E penso che lo stesso valga per i miei compagni». Tra chi sapeva che la giornata era dedicata proprio agli studenti, anche Diego Servillo, 12 anni: «Lo avrei fatto comunque ma il ritorno a scuola è un motivo in più». Con lui la mamma, Cristiana, che fa parte del personale docente: «Il fatto di non vedere praticamente nessuno studente, non mi fa ben sperare», ammette: «Per i ragazzi non c’è l’obbligo ma andrebbe fatto proprio per tutelare loro e non rischiare di nuovo che si chiuda tutto». Molto, va detto, dipende anche dalla linea della famiglia, come vale per Matteo De Luca, 14 anni: «Sono venuto appena ho potuto ma lo avrei fatto a prescindere dal ritorno a scuola»: la mamma sottolinea infatti che in famiglia sono tutti vaccinati e anche i più giovani devono fare la loro parte. Meno chiarezza per le linee guida del Ministero: in effetti, ampio è il margine di scelta lasciato proprio ai pazienti, che possono decidere sia come completare il percorso vaccinale, sia se fare o meno la seconda dose dopo aver avuto il covid. Come spiegano Olimpia Cimmino, responsabile del comparto sanitario delle Hub dell’Asl Na1 e Loredana Prisco, responsabile del comparto infermieristico: se le linee guida del Ministero, infatti, impongono che venga somministrato Pfizer per la prima dose, per la seconda si può decidere o di continuare con lo stesso vaccino, che sia Astrazeneca o Moderna, oppure di completare il ciclo con il Pfizer. 

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Ed è responsabilità del paziente anche decidere se fare o no la seconda dose prima che sia passato un anno dalla positività accertata al Covid. «I pazienti tendono a voler fare la seconda dose a prescindere dall’aver avuto già il Covid (laddove ne andrebbe fatta una sola, se non è passato almeno un anno, ndr) per difendersi dalle varianti», dice la Cimmino, ma è chiaro che tanta discrezionalità è fuorviante: «Fare o no la seconda dose col Covid accertato, non dipende dalla carica anticorpale. Noi ci atteniamo alle linee ma alcune non sono precise», aggiunge la Prisco, «e in tanti vengono a chiedere informazioni per capire cosa fare». Tornando a “W la scuola”, la seconda giornata alla Stazione Marittima è per il 30 agosto; alla Mostra d’Oltremare il 3 e 6 settembre; al Palazzetto dello Sport di Capri il 3 settembre. 

Ultimo aggiornamento: 27 Agosto, 08:40 © RIPRODUZIONE RISERVATA