Napoli. «Vascitour», ovvero visite guidate nella città dei bassi

di Diletta Capissi

Napoli ormai non stupisce più per le tante idee e progetti di start up che stanno nascendo. Come nel caso di «Vascitour». Propone turismo che coltiva esperienze. In pratica un tour tra i vicoli di Napoli, offrendo tre servizi essenziali: social eating, pranzi o brunch con le signore «chef vasciaiole», pernottamento nei bassi e visite guidate nei luoghi non contemplati dai classici itinerari turistici. Connette i viaggiatori con gli abitanti locali, rendendo la vacanza a Napoli «unica e memorabile».

L'ideatore è Achille Centro, 47 anni. L'ha condivisa con altri tre colleghi che poi costituiscono il team della Cooperativa start up. Si tratta di Anna Bottone, Marianna Di Fiore e Ilaria Delli Colli: le ultime due si occupano della comunicazione visiva. Con Vascitour hanno partecipato e vinto il primo premio Coop start della Lega delle Cooperative, di 10mila euro, prevalendo su 300 progetti. L'idea, nata nel Contamination Lab della Federico II, è un tour tra i vicoli del centro storico, magari per andare a trovare le signore, che diventano le chef vasciaiole, nei loro bassi interessate ad ospitare gruppi di turisti che vogliono vivere una esperienza autentica. Quali sono i potenziali turisti? «Vanno da quelli che amano l'autenticità dei luoghi - spiega Achille - a quelli che vogliono avere gli strumenti per leggere la realtà attraverso la passeggiata nei vicoli di Napoli». Cosa è per voi l'autenticità? «Noi non costruiamo lo scenario, lo scopriamo insieme al turista, lo stimoliamo a guardare il retroscena aldilà di ciò che appare». Scegliete il percorso però.

«È chiaro che c'è un racconto di fondo - continua Anna - scegliamo quale percorso, quali persone devono intervenire. Noi siamo nel retroscena». Come avete scelte i «bassi», le signore? «Siamo andati di persona nei luoghi, abbiamo conosciuto chi abita nei bassi, abbiamo visto quali sono le trasformazioni sociali». Il tour comprende anche un pranzo, una sosta culinaria dalle chef vasciaiole? «Sì - sorride Achille - andiamo a mangiare dalla signora Nunzia del vascio, e poi magari lei coinvolge il gruppo in balli o canzoni: così diventa un vero palcoscenico basato sulla realtà». Vascitour ripropone il concetto di comunità: «Esattamente. È una comunità, un network di winsense che condividono determinati sentimenti e che si difendono dalle critiche esterne». Ma non sempre sono positivi questi sentimenti. «Stiamo parlando di persone che hanno un basso livello di istruzione - precisa Achille - ed è vero che c'è spesso una certa retorica populista. Se diventano però nostri fornitori imparano a diventare interlocutori, e nel tempo metabolizzano certi comportamenti. Ad esempio capiscono che nel vicolo non ci devono essere scippi altrimenti li danneggiano».

Il ritorno economico qual è per entrambi? «Una volta stabiliti ruoli ed obiettivi, le nostre chef vasciaiole - spiega Anna - decidono un prezzo per il pranzo e garantiamo una serie di norme di sicurezza e di qualità del cibo che devono rispettare perché la responsabilità legale è la loro». Allora quanto costa un tour? «Il primo pacchetto costa 67 euro a persona, compresa l'entrata nei musei, ticket autobus e il Frateame, che sarebbe un abitante del luogo che ci accompagna nella visita nel vicolo. In questi percorsi capita che si uniscono artigiani locali che conoscono storie incredibili, tipo Massimo, è un restauratore autodidatta che spontaneamente è intervenuto con il gruppo dei danesi ed ha raccontato la storia del Cristo ligneo sui quartieri spagnoli».
 
Domenica 19 Giugno 2016, 13:32 - Ultimo aggiornamento: 19-06-2016 20:57
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