Vesuvio pattumiera: nella scarpata
gettati chili di pane invenduto

Mercoledì 4 Settembre 2019 di Francesca Mari
Uno schiaffo alla miseria oltre che all'ambiente l'abbandono sulla strada per il Vesuvio, in pieno Parco nazionale, di chili di pane in una scarpata. Non solo i rifiuti che si vedono costantemente, come i sacconi di pezzame dilaniati e che dopo sei mesi giacciono ancora in via Osservatorio costringendo i ciclisti allo slalom tra la spazzatura, ma anche scarti di pane invenduto, lasciato lì probabilmente da qualche panificio o da venditori abusivi.

 

QUOTA 800
Le decine di pezzi di pane sono state ritrovate in via Crocelle, a quota 800, nel territorio di Ercolano, proprio lungo il percorso che ogni giorno compiono i pullman dei turisti e i tanti veicoli privati diretti al Gran Cono. È l'esito di una grande piaga che affligge i produttori della zona, cioè il reso da parte dei supermercati e della grande distribuzione che penalizza i panificatori. Solo che alcuni, per risparmiare i soldi dello smaltimento, evidentemente decidono di liberarsene illegalmente, gettandolo nei cassonetti o utilizzando il Vesuvio come pattumiera. L'altra ipotesi è che ad arrampicarsi fin qui siano stati venditori ambulanti che con i loro furgoncini si sono liberati del pane invenduto e prodotto abusivamente: l'illecito in questo caso sarebbe doppio. A denunciare il problema del reso e dell'abusivismo Mimmo Filosa, presidente del consorzio Unipan e referente Confcommercio. «I supermercati dice Filosa fanno il reso ai produttori e alcuni di essi, non sapendo come smaltirlo, lo buttano nella spazzatura. C'è pure una legge dell'Antitrust che regola il reso, ma molte volte ai panificatori tornano quintali di pane, con grossa perdita economica». Nel caso specifico, però, per la tipologia di sversamento Unipan pensa piuttosto all'azione di abusivi (il tipo di pane sembra prodotto in zona) che non sapendo come rendere il pane lo hanno gettato sul Vesuvio. «Io da anni dico - sottolinea Filosa - che il pane invenduto, che non è cattivo, si potrebbe utilizzare per gli allevamenti di animali: ma in Italia non c'è una legge che lo regola. Il mio appello ai panificatori è di portarlo alle mense dei poveri».
GLI STRACCI
Intanto in via dell'Osservatorio, a pochi passi dallo storico palazzo, i sacchi di rifiuti squarciati e denunciati settimane fa dai ciclisti sono ancora lì. Si tratta delle balle di stracci e scarpe sequestrate a febbraio scorso dai forestali, successivamente aperti da ignoti e il cui contenuto è stato sparpagliato lungo tutto il sentiero, offrendo un immagine desolante. Lo scorso 16 agosto un gruppo di ciclisti aveva denunciato lo scempio della discarica attraverso la quale erano costretti a pedalare, anziché godere del contatto con la natura, ma nulla è cambiato. «Tutti i giorni percorriamo il Vesuvio con le nostre mountain bike dice Luca Miracolo del gruppo Mtb Santolo Vive - e non solo la discarica a via Osservatorio è ancora lì, anzi peggio perché i rifiuti sono sempre più lacerati e sparsi, ma c'è una discarica ogni cento metri. Noi siamo stanchi dello scaricabarile, chi di competenza deve prelevarli subito. È una vergogna che danneggia noi ciclisti, gli escursionisti e tutti i turisti che vorrebbero godere della bellezza del Vesuvio, purtroppo costantemente violato». I carabinieri forestali fanno sapere che è sorto un problema per il conferimento al sito di smaltimento ma che sarebbe solo momentaneo.
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