Napoli, il «rapinatore nero» di via Manzoni colpisce ancora: donne nel mirino

Lunedì 4 Marzo 2019 di Giuseppe Crimaldi
L’«uomo nero» è tornato. Come un fantasma, l’imprendibile rapinatore seriale che da oltre un mese sta terrorizzando le donne sole che percorrono via Manzoni in auto si è materializzato ancora. È accaduto domenica sera, pochi minuti prima delle 18.

Ricostruiamo l’aggressione dalla viva voce della vittima, una signora 46enne residente in zona. «Mentre a bordo della mia macchina percorrevo via Orazio - ha denunciato la vittima ieri agli agenti del commissariato «Posillipo» della Polizia di Stato - alla confluenza con via Manzoni ho arrestato la marcia accostando sul margine della strada per rispondere al cellulare. La strada era deserta: eppure, improvvisamente, una persona di sesso maschile si è materializzata aprendo la portiera anteriore dell’auto, cominciando a rovistare sul sedile posteriore alla ricerca, probabilmente, della borsa che non avevo».
 
La signora ha fornito particolari importanti ai fini delle indagini, indicando il tipo di scooter sul quale si trovava l’aggressore, un motorino scuro con numerose scalfiture e ammaccature, il tipo di casco integrale che indossava (un «Nolan») e addirittura il dettaglio - non secondario - degli abiti che indossava: un giubbotto nero tipo bomber e un vistosissimo pantalone color giallo canarino con la scritta «Pyrex».

L’assalto è durato solo una manciata di secondi, ma ha lasciato comprensibilmente nel panico la vittima. «Sono riuscita a fissarlo negli occhi - ha spiegato - il volto non sono in grado di descriverlo perché era semicoperto dal casco integrale. Posso però dire che era di carnagione bruna, quasi olivastra, che aveva uno sguardo gelido, penetrante; mi hanno colpito anche le mani: che sembravano quasi unte, come se fossero sporche di grasso meccanico».

Particolari importanti, questi, perché coincidono con le descrizioni fatte del misterioso aggressore anche da numerose altre donne, tutte aggredite e derubate delle borse con identiche modalità; cambia - in questo caso - solo l’orario: perché abitualmente i suoi raid sono stati consumati di primo mattino, e spesso anche in prossimità di alcune scuole, dove le mamme in macchina accompagnano i loro bambini. Ma la scelta dell’orario di domenica per entrare di nuovo in azione deve essere stata ben calcolata dal malvivente: la zona, vista anche la giornata festiva, era praticamente deserta, senza contare il fatto che di lì a poco sarebbe iniziata la partita clou del San Paolo tra Napoli e Juventus.

«Sul sediolino posteriore - prosegue nel suo racconto la donna - avevo il cappotto: quell’uomo vi ha frugato dentro: a quel punto ho avuto la freddezza di mettere in moto e ripartire a tutta velocità: tale manovra ha fatto sì che l’aggressore cadesse sull’asfalto». Infine - racconta sempre al «Mattino» la donna - posso dire che c’è un’altra cosa che mi ha colpito: quell’uomo, che potrà avere una trentina d’anni, resosi conto che non avevo con me la borsa è fuggito, rinunciando a strapparmi dal collo una collana di valore che indossavo». La vittima ha tentato poco dopo di dare l’allarme al 113. Purtroppo senza successo. E così solo ieri mattina ha deciso di presentarsi in commissariato per sporgere denuncia. Nell’area in cui è avvenuta l’aggressione c’è anche un negozio al cui esterno c’è un impianto di videosorveglianza privato che però, si è scoperto poi, è fuori uso.

 Ultimo aggiornamento: 5 Marzo, 07:01 © RIPRODUZIONE RISERVATA