Via Marina, ritardi e intoppi: la terza ditta molla, la quarta è incerta

Domenica 11 Novembre 2018 di Pierluigi Frattasi
«Avevamo formalizzato la disponibilità a subentrare nella esecuzione dei lavori del cantiere di via Marina. Ma è trascorso più di un mese, mentre è rimasto inalterato il termine del 31 marzo 2019 per la chiusura dei lavori». Questa la motivazione principale, accanto alla mancata tempestiva adozione di una serie di documenti per le opere civili, compresa la firma del contratto, con la quale il Consorzio Infratech, colosso partenopeo dell'edilizia, ha comunicato al Comune, «la sopravvenuta impossibilità, suo malgrado, ad accettare il completamento dell'opera», sospesa dallo scorso giugno dopo la rescissione del contratto all'Asse Costiero Scarl.

La palla adesso passa alla quarta ditta in graduatoria nel bando del 2014, l'Ati Ccc (Consorzio cooperative costruzioni), oggi Consorzio Integra, gigante delle coop emiliane, che fa riferimento all'imprenditore napoletano Vincenzo Onorato, omonimo del patròn di Mascalzone Latino, in associazione con la Iterga Costruzioni Generali (ex Iter Gestioni e Appalti), di Francesco Tuccillo, ex presidente Acen. Il Comune ha contattato le aziende venerdì sera. Le società non si sbilanciano. E si prenderanno qualche giorno per fare le valutazioni tecniche. Ma è proprio il fattore tempo il problema. Infratech, contattata dal Comune a fine luglio, ha impiegato 3 mesi per sciogliere le riserve. Se via Marina non viene collaudata entro marzo, il Comune rischia di dover restituire i fondi europei già spesi, pari a 11 milioni. Se anche il quarto arrivato dovesse declinare, le altre due società in lista sono l'Ati Milano Costruzioni Srl Aet srl - Item Srl e la Cogepa Paco.
 
Troppi ritardi da parte del Comune nella consegna delle aree di cantiere. Ma anche «la mancata adozione di provvedimenti relativi alle opere civili, quali la determina di aggiudicazione definitiva, la mancata rimodulazione del quadro economico e la mancata sottoscrizione del contratto». Tutti elementi che «non consentono l'assunzione di impegni che possano essere rispettati entro il 31 marzo». Sono le cause che hanno portato Infratech a dire il no definitivo, dopo «la disponibilità a subentrare a determinate condizioni», formalizzata il 28 settembre scorso. Da allora, però, le procedure si sono arenate. Terminata l'analisi dei documenti, il Consorzio aveva fissato anche l'avvio dei lavori per il 12 novembre, poi spostata al 19. Poi il dietrofront nella giornata di venerdì. Le cose sono precipitate quando negli ultimi giorni sono saltati i sopralluoghi congiunti su via Marina per stabilire le zone da cui partire. I tecnici del Comune avrebbero chiesto continui rinvii. Da qui, il passo indietro della società. Una doccia fredda per l'amministrazione comunale, che sulla possibilità di chiudere l'accordo con Infratech, dopo il no di Romeo di luglio, ci aveva puntato molto, come annunciato dal sindaco Luigi de Magistris l'11 settembre scorso. E invece, come in un eterno gioco dell'oca, è ancora tutto da rifare.
IL COMUNE
«Andiamo avanti spiega l'assessore alle Infrastrutture Mario Calabrese venerdì abbiamo contattato la quarta ditta e ieri mattina anche gli uffici si sono incontrati. Siamo a un passo dal traguardo e siamo fiduciosi. Il motivo dei ritardi nella consegna del cantiere? Si sono dovuti completare degli atti tecnici. Cosa difficile senza la collaborazione della ditta uscente. Ma adesso è tutto pronto. Se ci dicono di sì, la prossima settimana possono iniziare i lavori». E se fosse no? Fare un'altra gara invece di scorrere la graduatoria? «Non c'è più tempo». «Non ho parole afferma Nino Simeone, presidente commissione Trasporti Spero si recuperi in extremis. Ma qualcuno dovrà assumersi la responsabilità di questo pasticcio».
IL PIANO B
Sullo sfondo un'exit strategy da adottare solo nel caso in cui lo scorrimento della graduatoria non dovesse dare frutti. L'ipotesi è di collaudare i lavori già fatti, pari al 75%, nel tratto via Vespucci-via Volta, assieme ad altre opere. E ultimare il resto attraverso micro-appalti di poche centinaia di migliaia di euro, a cominciare dal tram, dalle rotatorie e dalla chiusura dei buchi scavati tra Sant'Erasmo e corso San Giovanni. Da valutare anche l'impatto del rischio contenzioso con la ditta uscente Asse Costiero Scarl. «A quanto ci risulta afferma Massimo Sannino (Filca Cisl) - il Comune, nella rendicontazione, ha chiesto 1,8 milioni di risarcimento per i ritardi».
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