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Via Toledo, la targa della strada inglobata nel balcone abusivo: «Da anni nessun intervento»

Martedì 5 Luglio 2022 di Paolo Barbuto
Via Toledo, la targa della strada inglobata nel balcone abusivo: «Da anni nessun intervento»

Individuare via San Matteo dall'affollata via Toledo è impossibile: il marmo che indica il nome della stradina, posizionato all'altezza del primo piano dell'edificio ad angolo fra le due vie del cuore di Napoli, è nascosto, «imprigionato».

Lo vedete nella fotografia, la targa stradale si intuisce dietro l'inferriata di un balcone che, evidentemente, è stato realizzato in una data successiva all'apposizione del marmo. La singolare vicenda, tutta napoletana, è nota da sempre, il nostro stesso giornale se ne è occupato nel corso degli anni, oggi torna di attualità perché sulla questione è stata rivolta una specifica interrogazione al Comune da parte del consigliere regionale Francesco Borrelli

Il consigliere regionale ha scritto ieri all'assessore all'urbanistica Laura Lieto dopo aver ricevuto una segnalazione fotografica da un cittadino che s'è accorto della vicenda e gli ha chiesto di intervenire per comprenderne la genesi: «Alcuni cittadini mi hanno segnalato e documentato l'anomalia che si può notare al primo piano del palazzo in Via Toledo angolo Vico San Matteo a Toledo - ha scritto Borrelli - nella foto che allego, si può notare che la targa toponomastica di Vico San Matteo è inglobata nel balcone, tanto da apparire evidente un lavoro di congiunzione di due preesistenti balconi. Al fine di poter rispondere alla richiesta dei cittadini, chiedo di conoscere l'epoca di tale operazione e se, in ogni caso, si tratta di un'opera regolarmente autorizzata». 

La effettiva unione di due preesistenti balconi non è facilmente individuabile, anche se qualche segno appare visibile, il paradosso della targa imprigionata, invece è plateale, sotto gli occhi di tutti.

Il balconcino che nasconde la targa stradale appartiene al primo piano di uno dei negozi che affacciano su via Toledo e che, nel corso degli ultimi anni, è stato ceduto in fitto a diverse società che si sono alternate (Le ultime due sono Desigual e Glo che, ovviamente, non hanno nulla a che fare con la vicenda e non possono in alcun modo essere collegate all'eventuale abuso che è stato compiuto). L'esercizio commerciale ha tre vetrine che affacciano su via Toledo e comprende anche il piano superiore al negozio che, generalmente, viene utilizzato come deposito da chi prende in fitto la struttura. 

Nel corso delle ricerche effettuate fino ad ora sul momento in cui è stato realizzato il balconcino che ha nascosto la targa stradale, non è stato possibile risalire al momento preciso in cui è avvenuto l'abuso, sicché non c'è stata la possibilità di richiedere l'eventuale documentazione collegata alla vicenda.

Per lungo tempo è stata diffusa la notizia secondo la quale la realizzazione del balcone risale a un'epoca ormai antica, precedente agli anni 60 del secolo scorso e che, quindi, non può più essere perseguita. La richiesta formale del consigliere regionale Borrelli consentirà, finalmente, di far partire una ricerca ufficiale all'interno del database del Comune di Napoli per capire se, ed eventualmente quando, è stato rilevato l'eventuale abuso e se ci sono state, anche in periodi ormai antichi, pratiche che hanno in qualche modo sanato la situazione.

A prescindere dalla ricerca della documentazione che verrà effettuata dallo staff dell'assessore Lieto e che certamente contribuirà a fare chiarezza sulla questione, si presenta adesso, con gran forza, la necessità di prendere provvedimenti immediati per «liberare» il marmo stradale dalla sua prigione.

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Il Comune potrebbe, con immediatezza, far partire le procedure per rimuovere la targa stradale dall'attuale, infelice, posizione, e farla sistemare al di sotto del balconcino ad angolo con via Toledo. Si tratta di un intervento dal costo quasi irrisorio che fornirebbe, però, un segnale importante all'intera città: è anche affrontando, e superando, le questioni che appaiono piccole che un'amministrazione dimostra la sua vicinanza ai cittadini e la volontà di imprimere una svolta sul fronte della legalità e del decoro.

Insomma, in attesa che si faccia chiarezza sull'eventuale abuso si potrebbe riportare subito fuori della gabbia il nome di via San Matteo, un piccolo segnale di immensa importanza. 

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