Napoli, viaggio sulla collina dei Camaldoli dopo gli incendi: «Dovete vigilare»

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di Oscar De Simone

Un paesaggio lunare dove ad ogni passo si alza una polvere acre che blocca il respiro. Alberi spezzati, terreno annerito e rifiuti carbonizzati. Si presenta così la collina dei Camaldoli dopo gli incendi che l’hanno avvolta la scorsa settimana. Più di due ettari di macchia mediterranea andati in fumo in un rogo che ha tenuto impegnati i vigili del fuoco per quasi tre giorni. Un incendio che ha disperso in aria ceneri e polveri che hanno costretto i cittadini a barricarsi in casa. 
 

La desolazione è evidente nell’area in cui si sono sviluppati i primi roghi. Nel punto in cui i pompieri hanno iniziato a combattere il mostro di fuoco che ha distrutto tutto. Un mostro che torna ogni anno con ogni probabilità attraverso la mano dei piromani che conoscono bene la zona. 

«Questa collina ha l’abilità di riprendersi con facilità - commenta il consigliere della IX Municipalità Agostino Romano - ma questa volta il sanno è stato importante. La vegetazione in queste aree non esiste più ed ora bisogna intervenire per rimettere nuovamente in sicurezza la strada. Ma non solo. Sarebbe necessario ripiantare gli alberi bruciati per accelerare il processo di rigenerazione ed andrebbero stabiliti, una serie di controlli da effettuare nel corso dell’anno. I Camaldoli non possono essere terra di nessuno».
Mercoledì 14 Agosto 2019, 12:54 - Ultimo aggiornamento: 14-08-2019 14:50
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2 di 2 commenti presenti
2019-08-14 14:21:41
Chi ha costruito abusivamente negli scorso anni, pagando bene il silenzio di chi doveva controllare, pagassero di tasca propria la vigilanza ed il rimboschimento....altrimenti andatevene via e non vi lamentate.....chi ha colpa del suo male pianga se stesso.
2019-08-14 13:28:08
Dovete rimboschire!

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