Vicaria, scatta l'allarme amianto:
«Attenti a quelle tubature»

di Antonio Folle

Allarme amianto a vico Santa Maria Vertecoeli, nel cuore del quartiere Vicaria e a due passi da via Tribunali e dal cuore pulsante del turismo selvaggio. I residenti del quartiere hanno alzato la voce contro il costante pericolo a cui sono sottoposti a causa di alcune tubature di amianto ancora presenti sulle facciate degli edifici e mai rimosse nel corso degli anni nonostante il loro pessimo stato di conservazione. In particolare le tubature per lo scolo delle acque piovane, realizzate in plastica, risultano essere "inglobate" all'interno delle preesistenti tubature di eternit che invece, andrebbero rimosse nel più breve tempo possibile anche a causa delle numerose crepe e spaccature che si possono notare nel materiale.

Proprio quelle pericolosissime crepe - l'amianto è estremamente cancerogeno se inalato - stanno provocando non poche notte insonni agli abitanti della zona costretti a convivere con un pericolo costante e a tenere chiuse le finestre per gran parte del giorno. Nel maggio del 2017 il Comune di Napoli ha inaugurato i lavori di ristrutturazione - costati circa 190.000 euro - della vicina chiesa di Santa Maria di Vertecoeli. In quella occasione i cittadini si aspettavano anche una presa di posizione - e un intervento - di fronte alle loro numerose richieste che, però, non sembrano aver avuto alcun seguito.
 

«Ho protocollato una richiesta d'intervento all'assessore Clemente - spiega il consigliere della IV Municipalità Andrea Cristiani - perchè riteniamo che sia necessario rimuovere quanto prima queste grosse tubature di amianto. Proprio in queste ore, sul lato dell'edificio che affaccia su via Trinchera, una ditta specializzata, su impulso dell'istituto San Tommaso d'Aquino, stava intervenendo per la rimozione delle tubature di amianto presenti anche sull'altro lato del palazzo di proprietà del Comune di Napoli. Ci auguriamo che palazzo San Giacomo dia al più presto seguito alle nostre segnalazioni».

L'amianto - conosciuto anche con il nome di asbesto - negli anni '80 era uno dei materiali da costruzione più utilizzati del mondo. Nel 1992, grazie anche agli studi che ne dimostravano l'elevato potere cancerogeno, è stato messo al bando in Italia, ma continua ad essere presente negli edifici dove sono maggiormente carenti gli interventi di manutenzione anche a causa degli elevatissimi costi di smaltimento. Secondo gli studi dell'Osservatorio nazionale amianto sono almeno 5000 le vittime di amianto ogni anno nel nostro paese. La prolungata esposizione alle polveri di amianto, infatti, è tra le prime cause di tumore ai polmoni e alla pleura. 
Giovedì 8 Novembre 2018, 17:44 - Ultimo aggiornamento: 9 Novembre, 12:15
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