Poliziotto investito a Napoli
il ragazzo si pente: «Chiedo scusa»

Giovedì 20 Ottobre 2016 di Viviana Lanza

«Chiedo scusa, perdono». Lo ha ripetuto più di una volta, tra le lacrime, in un crescendo di consapevolezze e tensione. Perché, quando dopo il fermo di polizia è comparso davanti al magistrato per l'interrogatorio, Filippo Viola deve aver capito la gravità del gesto commesso. E giù una confessione, tra respiri gonfi, pianto e il peso di un'accusa, tentato omicidio, che piomba come un macigno sulla sua vita da diciannovenne incensurato, aspirante artigiano della cromatura, figlio di un operaio e di una casalinga, nato e cresciuto al Borgo Orefici, a due passi dal centro della città. Era lui alla guida dello scooter che nella notte tra sabato e domenica scorsi, in piazza Bellini, ha travolto l'assistente di polizia Gennaro Miranda. Il poliziotto è stato dimesso dopo tre giorni in ospedale, ora sta meglio.

«Non volevo investirlo, mi dispiace...chiedo scusa» ha ribadito Filippo Viola nel corso dell'interrogatorio rispondendo alle domande del pm Graziella Arlomede. Assistito dall'avvocato Antonello Salzano, l'indagato ha ricostruito la dinamica di quei momenti immortalati in un video diffuso in Internet. Quel video ha consentito agli agenti della squadra antirapina e della sezione falchi della Questura di Napoli di arrivare a lui. Il numero di targa dello scooter è stata la pista. Filippo, occhi gonfi e voce rotta, ha commentato fotogramma per fotogramma, ammettendo il motivo della fuga e negando di aver avuto intenzione di ferire, o peggio, l'agente in divisa. Il pubblico ministero ha comunque formalizzato l'accusa di tentato omicidio e chiesto la convalida del fermo del diciannovenne, richiesta sulla quale dovrà pronunciarsi il gip tra oggi e domani, all'esito dell'udienza di convalida. Filippo Viola da due giorni è in carcere, a Poggioreale. La sua versione è che temeva di poter essere fermato per un controllo da quei poliziotti che si era trovato di fronte raggiungendo piazza Bellini e non voleva farsi scoprire in sella al motorino che da un paio di mesi era sotto sequestro perché senza assicurazione e che quella sera aveva comunque preso dal garage per uscire con un'amica. Tre e venti della notte: la movida, il centro storico, la piazza, i poliziotti dell'ufficio prevenzione generale impegnati a garantire sicurezza e ordine pubblico. Filippo ha raccontato di aver pensato, appena li ha visti sulla sua strada, che non voleva che lo fermassero e di aver accelerato mirando allo spazio che intanto si era aperto tra due poliziotti. Un azzardo. Una manovra grave. E così, dopo aver travolto l'agente scaraventandolo a terra, ha tirato dritto senza voltarsi, accelerando sempre di più e zigzagando per evitare l'impatto con altre auto. Via, fino a piazza Bovio. Lì ha abbandonato il motorino, ha percorso un po' di strada a piedi e ha raggiunto casa. Poi ha raccontato di aver realizzato ciò che aveva fatto, di aver visto in internet il video con le immagini di lui in sella allo scooter e il poliziotto balzato sull'asfalto e di aver avuto paura. E per paura non si sarebbe presentato spontaneamente decidendo di allontanarsi a Castel Volturno, il Villaggio Coppola, dove l'altra sera è stato rintracciato dalla polizia.

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