Vigili urbani nei cimiteri, il Comune di Napoli blinda il nuovo gestore

Lunedì 24 Giugno 2019 di Luigi Roano
Scoppia la guerra dei cimiteri tra Selav e Comune e il rischio concreto che le tombe restino al buio per chissà quanto tempo è serio. Tanto che oggi Palazzo San Giacomo nei nove cimiteri della città è intenzionato a entrarci con i vigili urbani per dare a Citelum - la neoaffidataria del servizio di illuminazione - la possibilità di sistemare le cose. Perché serve la scorta dei caschi bianchi a Citelum? Perché Selav ha fatto ricorso contro la sentenza del Consiglio di Stato che ha dato il via libera al Comune per riaffidare il servizio, e nelle more dell'esito di questo suo controricorso atteso per giovedì, ha diffidato il Comune nel compiere qualsiasi azione pena la disinstallazione dei suoi impianti. Eventualità - secondo Selav - che lascerebbe al buio appunto le nicchie sine die. Fermo restando che ciascuno ha il legittimo diritto di tutelare i propri interessi in ogni sede, c'è da ricordare che per Selav quella del Consiglio di Stato è la seconda sconfitta consecutiva. Segue infatti quella del Tar Campania che pure aveva dato ragione a Palazzo San Giacomo. Ma Selav non intende mollare: oggi nei cimiteri potrebbe esserci la replica del celebre western Sfida all'O.K. Corral.
 
La situazione precipita venerdì scorso quando il vicesindaco Enrico Panini fa approvare dalla giunta la delibera con la quale si dà semaforo verde ai dirigenti dell'Ente di «operare per garantire il servizio di illuminazione votiva nei cimiteri comunali. Tutto ciò nel lasso di tempo necessario per predisporre gli atti relativi all'affidamento in concessione dell'illuminazione votiva mentre, nell'immediato, il servizio sarà garantito attraverso l'estensione del contratto stipulato tra il Comune e la Citelum». Sono ore convulse perché nella stessa giornata quelli di Selav fanno scattare la diffida per il Comune e sostanzialmente avvertono anche Citelum. Nella diffida sono ben chiariti due concetti: che il ricorso proposto da Selav contro la revoca del contratto per l'illuminazione votiva verrà discusso giovedì. In sub ordine è chiarito che gli impianti installati da Selav hanno un valore di 4 milioni e 250mila euro. E che la stessa società in presenza di questo nuovo atto del Comune è pronta a disinstallare gli impianti per recuperare parzialmente l'investimento. Inesorabilmente si spegnerebbero le lampade votive. A questo punto si potrebbero riaccendere solo quando ci sarà la gara europea e il nuovo affidamento, nella sostanza ci sarebbe un anno di black out. Selav - questo trapela dall'azienda - naturalmente è preoccupata per una commessa milionaria che potrebbe perdere se anche il ricorso andasse male. Con il risultato che per le maestranze sarebbe un duro colpo visto che si perderebbero molti posti di lavoro. L'amministratore unico Pasquale Barile sta cercando di tranquillizzare gli operai spiegando loro che quello di Palazzo San Giacomo è un atto dovuto come conseguenza al verdetto del Consiglio di Stato. Ma al momento con la Citelum non è stato sottoscritto nessun contratto. «Per ora nei cimiteri stiamo solo noi e ci resteremo in qualsiasi modo» avvertono alcuni operai.

Situazione incandescente e in questo contesto oggi i caschi bianchi scorteranno i tecnici di Citelum verso impianti non di loro proprietà dove rischieranno di incontrare o di scontrarsi con quelli di Selav. Di qui la presenza dei vigili urbani. Il Comune non retrocede di un millimetro, forte non solo delle sentenze della giustizia amministrativa ma anche del parere dell'Autorità anticorruzione.

Cosa accadrà adesso? «Spinti dalla necessità di porre rimedio rapidamente ai disservizi che in questi mesi hanno colpito la cittadinanza e dei quali ci scusiamo seppur indipendenti dalla nostra volontà - spiega il vicesindaco Enrico Panini - lavoreremo alacremente insieme al nuovo gestore puntando sull'attivazione di tutte le utenze in regola con il pagamento del canone e sulla costituzione di una moderna banca dati, sia degli utenti che di tutte le lampade votive esistenti, tramite un'apposita piattaforma condivisa in tempo reale con l'ente». © RIPRODUZIONE RISERVATA