Lo scempio di Villa Capriccio: auto e moto scorrazzano liberamente nel parco

Scooter all'interno del parco
di Antonio Folle

Auto e moto che circolano liberamente all'interno del parco Villa Capriccio di Capodimonte in barba a qualsiasi regolamento comunale. È l'assurda situazione denunciata dal consigliere della III Municipalità Gennaro Acampora che si è fatto portavoce della preoccupazione dei cittadini della zona circa la delicata questione sicurezza nel parco situato a ridosso della sede della Municipalità Stella-San Carlo Arena. Da diversi mesi, infatti, i residenti segnalano le falle nel sistema di sicurezza, inviando materiale fotografico e petizioni alla Municipalità - che ha la gestione del parco - per chiedere il rispetto della normativa in materia.

Il regolamento d'uso dei parchi pubblici del Comune di Napoli, al punto 4, specifica chiaramente che l'accesso a motorini e biciclette è interdetto per qualsiasi ragione. L'unica eccezione possibile per i mezzi a motore riguarda gli automezzi di servizio del personale comunale. 

«Da mesi i residenti sono esasperati per questa situazione - spiega Acampora - e le numerose segnalazioni non sono servite praticamente a nulla. Ci troviamo di fronte ad una questione sicurezza che si fa sempre più urgente anche perchè chi dovrebbe esigere il rispetto dei regolamenti non lo fa. Il passaggio di auto e moto - prosegue ancora l'esponente del parlamentino di via Lieti - è ancora più intenso nei fine settimana, sintomo evidente di una falla dal punto di vista della sicurezza».

Acampora, che è anche presidente della Commissione Trasparenza della terza Municipalità, ha già annunciato l'invio di una nota ufficiale alla dirigenza municipale. «Oltre all'invio della nota ufficiale al nostro dirigente - ha spiegato ancora - mi farò promotore di una commissione in cui chiederemo conto alla presidenza della nostra Municipalità dello stato attuale del parco. Noi crediamo che il ripristino di importanti strutture come il campo da calcio sia una misura efficace per incrementare il livello di sicurezza. Il parco deve essere vivo, non si può pensare di lasciarlo abbandonato al suo destino. Recuperare le strutture sportive ci darà la possibilità di migliorare la fruizione del parco per i cittadini e creare un ulteriore introito per le casse del Comune. Quando il campo da calcio a 11 - conclude - veniva utilizzato anche dalle scuole calcio il parco era più frequentato e attivo. La questione sicurezza era meno sentita e c'era un introito in più. Quello che manca oggi è probabilmente la volontà politica di fare qualcosa».
Mercoledì 16 Maggio 2018, 16:30
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