Violenza in ospedale, arriva a Napoli la prima ambulanza blindata

Giovedì 16 Gennaio 2020 di Ettore Mautone

Basta spingere un bottone sul cruscotto e si accendono quattro occhi elettronici che riprendono la strada o la scena del soccorso. Le immagini sono registrate e inviate a un archivio remoto (Cloud) immodificabile e da qui alla centrale operativa del 118 e delle forze dell'ordine. Nella simulazione sembra un film d' azione. Nella realtà a partire da ieri sulla prima ambulanza del 118 a Napoli ci sono 4 telecamere fisse esterne, schermate e protette. È l'attesa svolta per la sicurezza del personale sanitario impegnato nei soccorsi, spesso vittima di violenze e aggressioni. Il sistema andrà a regime nell'arco di alcune settimane al ritmo di un'ambulanza attrezzata ogni 48 ore. Da marzo sarà esteso a tutte le 39 autoambulanze della Asl, 19 del 118 e le altre per i trasporti secondari, sia in urgenza (3 mezzi rianimativi) sia per particolari necessità assistenziali (5 per il trasferimento da un ospedale all'altro, 6 per la dialisi, 2 a disposizione della medicina penitenziaria). La rete di controllo si avvale di un'altra telecamera con tasto Sos collegata a un microfono (autonomia di 13 ore). Una bodycam integrata nella giacca indossata da uno degli operatori che gli permetterà di riprendere tutto quello che accade attorno a sé registrando anche voci, parole e dialoghi.

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Quando scatta l'allarme un bip risuona nella centrale del 118 e della Questura che ricevono le immagini. Tramite il segnale Gps viene tracciato il percorso e la posizione del mezzo. La volante più vicina accorre in pochi minuti. All'arrivo in ospedale tramite rete wi-fi, i frame sono trasferiti sui server centrale a disposizione dell'autorità giudiziaria. Un grande Var sanitario concepito contro le aggressioni quello presentato ieri all'Ospedale del mare dal manager della Asl Ciro Verdoliva, dal responsabile della centrale del 118 Giuseppe Galano e dal governatore Vincenzo De Luca. «Sapremo in ogni istante dov'è l'ambulanza e da dove chiama - avverte De Luca - garantiamo condizioni di sicurezza per il nostro personale utilizzando alte tecnologie che nessuno in Italia possiede. Un sistema che tornerà utile anche per monitorare le attività del 118 al fine di migliorarne le performance. I nostro operatori vanno solo ringraziati». L'iter amministrativo per questo traguardo non è stato semplice. Partito a febbraio del 2019 ha attraversato tutte le complesse procedure autorizzative, regolative, di tutela della privacy e di gara. «Non è vero come spesso si legge che il 118 a Napoli fa acqua da tutte le parti - conclude Verdoliva - tra mille difficoltà e ostacoli riceviamo quasi 2mila chiamate al giorno tradotte in circa 190 interventi ogni 24 ore. Alcuni per casi gravi, altri meno che si rivelano a bassa urgenza».
 


«Circa un intervento al giorno è condito da situazioni di tensione, spinte, parolacce, mani addosso fino a sfociare in violenze vere e proprie - aggiunge Galano - che mortificano la professionalità dei medici e degli operatori, alimentano la paura, incidono sull'efficienza complessiva della rete dei soccorsi riverberandosi in un danno per la stessa utenza. Ora diamo sicurezza e qualifichiamo un servizio salvavita. I tempi ideali di soccorso, codificati in 8 minuti per i codici rossi e in 18 per le altre urgenze sono quasi sempre rispettati ma con alcuni black out che rimandano al caos del traffico e altri frangenti in cui le ambulanze sono tutte impegnate. La risposta è anche nell'aumento dei mezzi. Alle 19 ambulanze oggi attive nel 118 entro marzo se ne aggiungeranno altre 4 per altrettanti equipaggi con l'arrivo di nuovo personale già reclutato». L'obiettivo è medicalizzare tutti i mezzi su tutti i turni. Il sistema di sorveglianza con telecamere sarà presto esteso anche nei pronto soccorso dove già sono attivi i telefoni che, con il semplice sollevamento della cornetta, danno l'allarme a Polizia, Carabinieri e Guardia di finanza che assicureranno ronde più frequenti.

Ultimo aggiornamento: 10:45 © RIPRODUZIONE RISERVATA