Violenza sulle donne, i numeri choc dell'ospedale Cardarelli di Napoli: un'aggressione su quattro è sessuale

1200 le donne prese in carico dal personale del pronto soccorso

Ospedale Cardarelli di Napoli
Ospedale Cardarelli di Napoli
Giovedì 24 Novembre 2022, 19:21 - Ultimo agg. 25 Novembre, 07:25
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L’ospedale Cardarelli nei primi dieci mesi del 2022 ha assistito 110 donne che sono state oggetto di violenza. In 26 di questi episodi, l’aggressione è stata di natura sessuale. I dati risultano allarmanti, anche alla luce delle serie storiche che l’ospedale napoletano ha registrato negli ultimi tre anni. Dal 2020 in poi, ogni anno la percentuale di aggressioni sessuali sul totale di quelle registrate a danno delle donne oggetto di violenza recatesi al Cardarelli è raddoppiata: nel 2020 erano il 6% sul totale, nel 2021 il 12%, nei primi dieci mesi del 2022 hanno raggiunto il 24%.

Dice Claudio Santangelo, direttore dell’Uoc ginecologia e ostetricia del Cardarelli: «Nel nostro reparto ci siamo organizzati per gestire con la massima delicatezza e riservatezza questi drammatici casi. Abbiamo anche definito un protocollo operativo con il Santobono per prendere in carico insieme le bambine che, a causa di una violenza sessuale, richiedano l’intervento di ginecologi in un contesto pediatrico. Siamo molto colpiti dalla crescita di questo fenomeno che interessa molto di più i giovani ma risulta trasversale a tutte le fasce sociali». 

Il Cardarelli di Napoli vanta una lunga esperienza nella presa in carico delle pazienti nel “percorso rosa”, la linea di assistenza in emergenza dedicata alle donne oggetto di violenza. Dal 2016 ad oggi, sono circa 1200 le donne prese in carico dal personale sanitario del pronto soccorso e che hanno richiesto cure mediche a seguito di episodi violenti a loro carico.   

Fiorella Paladino, direttore dell’Uoc pronto soccorso e Obi, dice: «Il personale del nostro pronto soccorso è formato e sensibilizzato per la presa in carico delle donne oggetto di violenza. Quasi sempre queste pazienti al loro arrivo non dichiarano subito la vera natura dell’episodio che le ha portate da noi. Echimosi, fratture, traumi o stati d’ansia vengono attribuiti ad incidenti domestici o stradali e da stress da lavoro. La capacità e l’esperienza del nostro personale fanno sì che queste nostre pazienti riescano a uscire da quella cappa di solitudine in cui vivono e si aprano, denunciando l’accaduto. Da quel momento, ci avvaliamo di percorsi di collaborazione tracciati con la magistratura, le forze dell’ordine e l’associazione Dafne che è presente nel Cardarelli e ci supporta nel redigere un referto psicologico e affiancare la paziente».

I lavori di ristrutturazione del pronto soccorso, attualmente in corso, prevedono la valorizzazione e ridefinizione del percorso rosa destinato alle donne che si rivolgono al Cardarelli a seguito di violenze. 

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Antonio d’Amore, direttore generale del Cardarelli, dice: «Il pronto soccorso è la prima porta di connessione tra l’ospedale e la città. L’esperienza importante maturata dalla nostra struttura nella presa in carico delle donne oggetto di violenza deve essere valorizzata e tutelata. Per questa ragione abbiamo considerato nella ridefinizione degli spazi dell’emergenza un percorso dedicato che garantisce la giusta privacy alle pazienti».

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