Violenze nella casa famiglia, arrestato il presidente della Onlus di Pollena Trocchia

Domenica 7 Aprile 2019 di Antonio Russo
È accusato di avere violentato per circa sette anni un bambino ospite di una casa famiglia: un uomo di 72 anni è stato arrestato dalla Squadra Mobile di Napoli e posto agli arresti domiciliari; all'epoca dei fatti, l'uomo era fondatore e presidente di una Onlus che svolgeva attività umanitaria a favore degli ospiti della struttura in Africa. La vicenda si è svolta a cavallo tra l'Italia e il Togo. In quella regione opera ormai da anni un'associazione che ha una delle sue sedi a Pollena Trocchia.

Tra gli impianti edificati e messi in funzione c'è anche un ospedale. Uno dei fondatori della Onlus è stato L.V., 72 anni, che nel corso degli anni ha organizzato numerosi trasporti di materiale sanitario, nonché di cibo e altri oggetti, destinati agli ospiti di una casa famiglia di Togoville, nel Sud del Paese, a ridosso delle coste dell'Oceano Atlantico. Tuttavia all'interno della struttura sembra che si sia cominciato a verificare qualcosa di strano: uno degli operatori (un italiano che a sua volta lavora per l'organizzazione) ha notato atteggiamenti strani tra L.V. ed un ragazzo ospite, un giovane togolese. La segnalazione è stata fatta alla polizia italiana e a svolgere le indagini (dopo le dovute autorizzazioni internazionali) sono stati gli uomini della squadra mobile di Napoli, coordinati dai pubblici ministeri della Procura di Nola. A svolgere gli accertamenti è stato il capo della Mobile, Luigi Rinella.
 
Naturalmente ad accrescere la particolarità del caso c'è la grande distanza con il luogo in cui si sarebbero verificate le violenze. Il quadro che è emerso dalle indagini in ogni caso è assai duro. Gli investigatori infatti ritengono di avere in mano un «grave, univoco e concordante quadro indiziario ai danni della persona indagata». Stando alla ricostruzione degli inquirenti l'uomo per un lunghissimo arco di tempo avrebbe abusato sessualmente di un bambino ospite della sua casa famiglia. I fatti si sarebbero verificati per sette anni, dal 2007 al 2014. Le indagini hanno consentito di accertare che le violenze non sarebbero avvenute tramite la forza fisica, ma l'uomo per costringere la vittima a subire le sue «attenzioni» avrebbe fatto ricorso alle minacce. In particolare l'indagato avrebbe ripetuto al minore che, se non avesse assecondato le sue richieste, gli avrebbe negato qualsiasi forma di assistenza, facendolo allontanare dalla casa famiglia. Tra le minacce anche quella di sospendere i due pasti al giorno che il bambino riceveva, negandogli oltre all'alloggio anche il diritto allo studio.

L'altro giorno, la svolta: il gip di Nola ha accolto la richiesta di applicazione della misura cautelare degli arresti domiciliari nei confronti del 72enne, e la questione è finita nuovamente sui tavoli della Mobile di Napoli, i cui uomini ieri mattina hanno eseguito l'ordinanza. L'uomo attualmente si trova agli arresti domiciliari. Le indagini in ogni caso non sono ancora esaurite: gli inquirenti infatti stanno proseguendo gli accertamenti per comprendere altri dettagli della vicenda, e per accertare l'eventuale coinvolgimento di altre persone. La vicenda ha suscitato molto stupore ed impressione a Pollena Trocchia, dove l'indagato è molto conosciuto proprio per l'attività umanitaria che la Onlus svolge da molti anni. Ultimo aggiornamento: 12:44 © RIPRODUZIONE RISERVATA