Covid, è caos tamponi: «Il 50% non è efficace». E mancano i reagenti

Sabato 1 Gennaio 2022 di Ettore Mautone
Covid, è caos tamponi: «Il 50% non è efficace». E mancano i reagenti

Sono le lunghe file davanti alle farmacie - per acquistare i test fai-da-te oppure effettuarli lì, sul posto, nei gazebo aperti fino a tarda sera, i tamponi antigenici rapidi - gli elementi caratterizzanti questo fine e inizio d’anno del 2021. L’obiettivo? Verificare, nei pochi minuti necessari ad ottenere il responso, la negatività al Covid e così presentarsi con maggiore serenità alle riunioni di famiglia, agli incontri con gli amici per questo periodo di feste. Sono decine di migliaia i cittadini napoletani che in questi giorni, e in queste ore, accusano i classici sintomi delle infezioni respiratorie stagionali. Mal di gola e raffreddore, la tosse, un po’ di febbre, dolori articolari e spossatezza la fanno da padrona e quella sensazione di freddo che spesso precede il malessere generale che può colpire anche l’apparato digerente fanno scattare l’allarme e le telefonate anche agli studi dei medici di famiglia. In costanza di pandemia bisogna infatti assolutamente capire di cosa si tratta, la classica influenza ormai considerata una passeggiata rispetto al Covid o il tradizionale e più banale raffreddore, anch’esso sempre presente in questa stagione. Ovvero, infine, i diversi virus parainfluenzali che circolano in questo periodo e che hanno sintomi di esordio del tutto simili al Covid.

Sta di fatto che le farmacie ma anche i laboratori d’analisi sono andati letteralmente in tilt, con circa 100 mila richieste al giorno tra acquisti di kit personali o test fatti in sede: tanti da mandare esaurite le scorte e in default i canali di approvvigionamento. «Anche stamattina (ieri ndr) le poche farmacie aperte sono state prese d’assalto - avverte Vincenzo Santagada, presidente dell’Ordine dei Farmacisti di Napoli e provincia - e ai test fatti dai farmacisti e dal personale dei gazebo vanno aggiunti anche i tamponi acquistati e praticati a casa in autosomministrazione che, se positivi, non danno luogo all’inserimento in piattaforma Sinfonia». La forte domanda ha in molti casi assorbito il mercato che ha risentito di questi picchi con una significativa carenza. Test utili in caso di qualsiasi contatto incerto ma tutt’altro che infallibili. «I farmacisti - conclude Santagada - stanno anche svolgendo un’opera importante per arginare le richieste della platea dei non vaccinati che conta circa 200 mila persone a Napoli, con una preziosa opera di convincimento degli indecisi accoppiando la capacità di eseguire tamponi con quella vaccinale, connubio vincente per raggiungere quel 90% di vaccinati che servirebbe per arginare i contagi giornalieri». 

Video

Il risvolto della medaglia è la reale capacità dei test rapidi antigenici (ossia basati sulla individuazione del virus senza scandagliare la presenza del suo Rna) di individuare i positivi. Oltre alla più ristretta finestra temporale in cui sono utilizzabili c’è da tenere conto della loro sensibilità su ci già un anno fa il Ceinge di Napoli, in uno studio ad hoc condotto sui malati ricoverati al Cotugno, indicò valori del 50 per cento rispetto ai classici tamponi molecolari. «Da quanto riportato dalle cronache - sottolinea Pietro Forestieri, docente della Federico II e presidente del Ceinge - anche il Cts ha indicato che i test antigenici rapidi hanno una positività dello 0,4 per cento contro il 7,3 dei molecolari. Un dato che andrebbe tenuto in debito conto». «Dal punto di vista metodologico - aggiunge Giuseppe Cataldo, ordinario di Scienze Tecniche di Medicina di Laboratorio della Federico II - il prelievo di saliva è il test meno sensibile di tutti, in compenso è meno invasivo. Il prelievo nasofaringeo migliora le performance ma l’analisi antigenica (rapida in 10 minuti) rispetto a quella molecolare (che richiede qualche ora, eseguibile solo in laboratori adeguatamente attrezzati) è molto meno sensibile. L’analisi antigenica a mio avviso non può sostituire il prelievo nasofaringeo con analisi molecolare quando vi è un sospetto di malattia (sintomi compatibili, contatto stretto con un positivo). Viceversa è utile per studi di screening. I test antigenici ma anche molecolari non sostituiscono i vaccini e offrono un risultato temporalmente limitato cioè la negatività è legata al momento del prelievo e garantisce una non contagiosità per massimo due giorni e non devono rappresentare un disimpegno verso tutti gli altri interventi (mascherine, distanziamento, aereazione». 

A complicare il lavoro delle farmacie è intanto il periodico blocco delle piattaforme messe sotto pressione dai tantissimi accessi. «Stiamo avendo tutti difficoltà con file interminabili anche per questo - conclude Paolo Cotroneo della omonima farmacia a Fuorigrotta - il numero di tamponi è impressionante, ci sono grosse difficoltà ad approvvigionarsi». Così anche i laboratori di analisi sul fronte tamponi molecolari e iniziano i problemi anche per le mascherine Ffp2, i farmaci per il Covid e un antibiotico prescritto nei protocolli che manca a tutti i fornitori.

Continuerà nei prossimi giorni la campagna vaccinale. Per le prime e terze dosi viene utilizzato soprattutto Moderna che essendo dimezzata consente di garantire un numero maggiore di vaccinazioni in attesa della consegna, a partire dal 5 gennaio, di Pfizer.

Ultimo aggiornamento: 3 Gennaio, 09:10 © RIPRODUZIONE RISERVATA