Vertenza Whirlpool Napoli, il ministro Provenzano e il prefetto Valentini incontrano i sindacati

Martedì 15 Settembre 2020 di Oscar De Simone

Nel pomeriggio di oggi il Ministro per il Sud e la Coesione territoriale, Giuseppe Provenzano ha incontrato, accompagnato dal Prefetto di Napoli, Marco Valentini, le rappresentanze sindacali in relazione alla vicenda Whirlpool. Nel corso dell’incontro è stato fatto un punto di situazione sullo stato della vertenza anche in vista di prossime interlocuzioni con il Governo. 

«Un piano industriale senza Napoli non è un piano accettabile e quindi è da rifare». Non ha usato mezzi termini il ministro per il sud e la coesione territoriale Giuseppe Provenzano che questo pomeriggio ha incontrato, insieme al prefetto Marco Valentini, gli operai della Whirpool di Napoli. Un incontro in cui il ministro ha tenuto a precisare la volontà del governo del rilancio del sud Italia, attraverso la risoluzione di questa vertenza. «Siamo in attesa - continua Provenzano - che l’azienda ci presenti il nuovo piano industriale e nel contempo siamo fiduciosi che tenga presente, le novità ed i mutamenti del mercato che si sono verificati in questi mesi. C’è una nuova stagione che si può aprire per il sud ed è questo che vogliamo. Un sud che lavori e che produca. In uno scenario simile e rinnovato, anche questo stabilimento potrà ritrovare il suo futuro».
Intanto però, secondo le organizzazioni sindacali presenti in prefettura, la questione sembra essere ancora aperta. Proprio per questo i rappresentanti dei lavoratori, hanno chiesto un ulteriore tavolo ministeriale per evitare la chiusura della fabbrica.
 

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«Non c’è ancora una soluzione - affermano il segretario genrale della Uil Napoli Giovanni Sgambati, il segretario generale della Cisl Napoli Giampiero Tipaldi ed il segretario generale della Cgil Napoli Walter Schiavella - e non c’è ancora il tavolo che deve esserci con la presidenza del consiglio. Noi vogliamo dare risposte vere e garantire la presenza della Whirpool a Napoli. Per questo chiediamo continuità lavorativa ed impegno industriale, anche per le aziende che fanno parte dell’indotto. I tempi stringono e quindi prima del 31 ottobre, vogliamo andare a Palazzo Chigi per ribadire che senza questo stabilimento Napoli est non ha sviluppo».

Ultimo aggiornamento: 19:54 © RIPRODUZIONE RISERVATA