Whirlpool Napoli, slitta tavolo al Mise: «Ma dalla prefettura c’è un’accelerazione»

Venerdì 8 Aprile 2022 di Alessio Liberini
Whirlpool Napoli, slitta tavolo al Mise: «Ma dalla prefettura c’è un’accelerazione»

Resta nebbioso il futuro dei 317 dipenditi dello stabilimento ex Whirlpool di via Argine. Ma, grazie alla discesa in campo nella vertenza del prefetto di Napoli, Claudio Palomba, qualcosa comincia a muoversi. Nel mentre è però già slittato il tavolo al ministero dello Sviluppo economico, previsto per il prossimo 13 aprile. Una data che avrebbe dovuto vedere – come stabilito nel corso dell’ultimo vertice sulla lunghissima vertenza che va avanti da più di mille giorni - Adler, capo fila del progetto di reindustrializzazione del sito di via Argine (dove dovrebbe sorgere un Hub della mobilità sostenibile), presentare i propri progetti industriali. Contestualmente, sul fronte della formazione professionale, ovvero il primo passo da compiere verso il reinserimento delle tute blu nel mercato del lavoro, c’è però un’accelerazione: «Si potrebbe usare il fondo Feg ( Fondo europeo di adeguamento alla globalizzazione per i lavoratori espulsi dal lavoro), da integrare alla disoccupazione e i corsi di formazione potrebbero partire già da aprile o maggio. Questo fondo potrebbe servire per la fase preliminare, incominciando a creare le prime competenze per gli operai» fanno sapere da fonti sindacali.

È questo il sunto dell’incontro, tenutosi nel primo pomeriggio di oggi, nella prefettura di Napoli per far luce sulle problematiche - sorte negli ultimi tempi - relative ai corsi di formazione e, allo stesso tempo, per mantenere alta l’attenzione verso una vertenza che oggi è diventata simbolo della lotta contro la crisi occupazionale nel Mezzogiorno. Al summit odierno, andato avanti per circa due ore mentre una cinquantina di lavoratori attendevano gli esiti nella centralissima piazza del Plebiscito, erano presenti: il Prefetto di Napoli, Claudio Palomba, i sindacati di Fim, Fiom e Uilm e l’Anpal. Mentre erano collegati da remoto: l’assessore alla Formazione della Regione Campania, Armida Filippelli, Antonio Marchiello, assessore alle Attività Produttive di Palazzo Santa Lucia e Chiara Marciani, assessore alle Politiche Giovanili e al Lavoro del Comune di Napoli.

«Bisogna calendarizzare degli incontri specifici sui diversi temi: ambientali, strutturali e formativi, al fine di non buttare via le opportunità che sono state presentate e per dare una prospettiva di futuro ai lavoratori» aveva spiegato lo stesso prefetto a Roma, nel corso dell’ultimo tavolo al Mise dello scorso 23 marzo. Parole che oggi trovano difatti il proprio seguito. Lunedì prossimo (11 aprile) il prefetto incontrerà la Regione Campania, il Comune di Napoli e l’Anpal per un nuovo tavolo sul tema della formazione. Mentre il giorno seguente, martedì, si terrà un incontro con Whirlpool, Consorzio e i ministeri interessati alla vertenza al fine di “accelerare sulla cessione del sito” di Ponticelli, lo stesso che dalla multinazionale del bianco dovrebbe passare al nascente Consorzio, impegnato per la reindustrializzazione dell’impianto di via Argine. Nella prossima settimana, giovedì 14 aprile, torneranno a sedere in prefettura anche le parti sociali e per quel giorno, presumibilmente, dovrebbe arrivare anche una nuova convocazione al ministero. Solo prima dell’incontro di oggi, da quanto riferito da fonti sindacali, il prefetto di Napoli avrebbe, inoltre, interloquito telefonicamente con il coordinatore della Struttura per le crisi di impresa del Mise, Luca Annibaletti

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«Dall’ingresso nella scena del prefetto Palomba – racconta, a margine del summit, il segretario della Fiom di Napoli, Rosario Rappala vertenza ha subito un’accelerazione positiva. Il prefetto si sta facendo carico di interloquire con tutti i soggetti, istituzionali e tecnici, per provare a monitorare il percorso e per portarci ad un accordo. Anche oggi il prefetto ha affrontato e risolto il tema della formazione. Si è chiarito che si può fare la formazione a tutto il bacino, utilizzando i fondi del “Gol” (Garanzia di occupabilità dei lavoratori) o quelli europei, si può quindi dare l’integrazione alla Naspi e si può anche partire con la formazione».

«È fondamentale che ci chiariscano come far partire la formazione e che chiariscano se il sito è nella disponibilità del Consorzio – precisa, invece, il segretario aggiunto della Uilm Campania, Antonello Accurso – stiamo parlando da tempo di un progetto che si deve sviluppare a via Argine. È finito il tempo di dire che ci sono problemi: ora bisogna risolverli». 

Nel corso del vertice non sono mancati momenti di “tensione”, nati a seguito di alcune dichiarazioni sulla vertenza rilasciate in questi giorni prima dalla vice ministra del Mise, Alessandra Todde e poi da Raffaele Marrone, il presidente di Confapi Napoli. Parole che hanno lasciato strascichi di grande malumore sia tra i lavoratori che tra le sigle sindacali.

«Abbiamo chiesto al prefetto che si faccia portavoce di queste istanze– evidenzia il segretario della Fim di Napoli, Biagio Trapani – dal momento che riteniamo che, chi fa dichiarazioni che vanno contro quelli che sono gli interessi dei lavoratori, si prendano le loro responsabilità. Venendo al tavolo o presenziando alle assemblee. È inammissibile ed inaccettabile che la viceministra Todde, che solo qualche mese fa è venuta a piangere in fabbrica, poi dichiari che i lavoratori sono in una fase di tranquillità grazie agli incentivi presi dalla buonuscita. Per noi questo è inaccettabile dal momento che abbiamo firmato quella conciliazione forti del fatto che c’era un percorso di reindustrializzazione del sito di Napoli che comprendeva tutti i lavoratori». Percorso, garantito dalla stessa vice ministra proprio nel corso della sua visita nello stabilimento di Napoli Est dello scorso ottobre 2021, dove aveva inoltre affermato che per “il 15 dicembre 2021” si sarebbe esposto il piano industriale del Consorzio che, al momento (e siamo ad aprile 2022) non ha neanche acquisito lo stabilimento. 

«Inoltre - prosegue Trapani – abbiamo sottolineato (nel corso dell’incontro in prefettura ndr) l’uscita, poco felice, del presidente di Confapi che ha dichiarato di “fare attenzione agli avvoltoi delle industrie”. Gli chiediamo, pertanto, di venire ai tavoli così da poterci delucidare delle dichiarazioni fatte, dal momento che non le comprendiamo». «Stiamo lavorando – conclude il segretario della Fim – per un percorso che porti stabilità a questi lavoratori. Se lui è a conoscenza  di un qualcosa che oggi per noi è ignaro, lo venga a dichiarare nei siti con gli attori preposti ed ai tavoli condivisi. Non accettiamo che si faccia pubblicità e campagna elettorale sulle spalle di questi lavoratori che da tre anni sono confinati in una situazione difficilissima».

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