Whirlpool Napoli, i figli degli operai consegnano assegno al Santobono: «È il nostro regalo di Natale»

Sabato 18 Dicembre 2021 di Alessio Liberini
Whirlpool Napoli, i figli degli operai consegnano assegno al Santobono: «È il nostro regalo di Natale»

«Salviamo i sogni» è lo slogan scelto dal Cral dei lavoratori dell’ex Whirlpool di via Argine che questa mattina hanno festeggiato tutti insieme, con i propri bimbi, il terzo Natale di lotta e di resistenza in fabbrica. Dopo oltre 900 giorni di vertenza.  

Per “salvare i sogni” gli operai hanno così deciso di compiere un gesto di grande bontà e solidarietà donando un assegno, da 2mila euro, all’Ospedale pediatrico Santobono-Pausillipon di Napoli. A consegnare il dono sono stati proprio i figli delle tute blu di Ponticelli, recapitandolo direttamente nelle mani di Rodolfo Conenna, il direttore generale dell'Azienda pediatrica Santobono-Pausillipon e Anna Maria Ziccardi, presidente della Fondazione Santobono-Pausillipon.

«È un piccolo gesto – spiega l’operaio Massimiliano Quintavalle dal palco della sala ricreativa del sito di Napoli Est, tra gli applausi di grandi e piccini – un piccolo dono. Anche un secondo regalato per un sorriso dei bambini, che sono le future generazioni che rappresenteranno il mondo che verrà. Noi facciamo questa donazione alla Fondazione sperando che possa regalare un sorriso a tutti questi bambini che soffrono».

Video

«Un’emozione grande – commenta Rodolfo Conenna, direttore generale dell'Azienda pediatrica – una risposta ad una ferita del tessuto sociale che somiglia alle ferite che curiamo nei corpi dei bambini. L’emozione è proprio ricevere, da persone in difficoltà, un aiuto per persone sofferenti come i bambini nei nostri ospedali. Oggi gli da un valore particolare a questo Natale. La bontà è una responsabilità sociale». «I lavoratori della Whirlpool – precisa, invece, Anna Maria Ziccardi, presidente della Fondazione Santobono-Pausillipon – ci hanno dato un grande insegnamento che la solidarietà è uno stile di vita, è una scelta, che la si persegue in qualunque momento e che si allunga la mano verso chi ha più bisogno anche quando, probabilmente, noi stessi non potremmo dargliela quella mano». «Gli sono grata – prosegue Ziccardi – non solo per il sostegno, ma per il forte insegnamento culturale che oggi hanno impartito a tutti noi».

Una lezione, all’insegna dell’umanità, che gli stessi lavoratori hanno voluto condividere, prima della cerimonia di consegna, con «il futuro del territorio»: i loro figli e nipoti.

Prima del rituale natalizio, infatti, i bimbi – accompagnati dalle lavoratrici della fabbrica – sono saliti su un “treno speciale”, dove hanno potuto toccare con mano alcuni simboli del Natale ma anche della vertenza. Prima gli è stato fatto visionare lo storico presepe sito, realizzato dall’artigiano di San Gregorio Armeno, Pasquale Guida, che per decenni era posto al centro della fabbrica ma che, dallo scorso 31 ottobre 2020 – il giorno scelto dalla multinazionale per la chiusura dell’impianto – è stato spostato nel vicino Cral. Successivamente i bimbi hanno avuto il piacere di vedere da vicino l’albero di Natale dei lavoratori. Lo stesso che alla sua punta, apposto della celebre stella cadente, presenta una spunta verde, simbolo della lunghissima vertenza.

«Rappresenta – racconta l’operaia Carmen Nappo, ai giovanissimi incuriositi - la resistenza e la dignità. Le luci che illuminano questo albero e il verde della speranza dovrà illuminare il cammino dei lavoratori e delle loro famiglie. Noi crediamo che ci sarà una rinascita, ci sarà proprio qui. E queste luci ci accompagneranno». Dopo questa speciale visita guidata è stato, invece, il momento della magia, quella che solo il Natale può dare.

Rappresentata dall’entrata in scena, una sorpresa per i piccoli, di Santa Claus e mamma Natale che dopo aver presenziato alla consegna dell’assegno solidale hanno accolto sulla propria slitta, uno ad uno, i giovani ospiti per farsi recapitare le proprie letterine natalizie, tra la gioia e lo stupore dei bambini.

«Per noi questo è il futuro – spiega, cercando di mantenere la commozione, l’Rsu di fabbrica Luigi D’Antonio, mentre con la mano stringe la manina di sua nipote Maria di appena 4 anni - . Noi siamo la vecchia generazione e loro la prossima. Credevo di dare un futuro anche ai miei figli in quest’azienda ma, in questo momento, dobbiamo pensare prima a noi, per vedere come dare un futuro anche a loro. Non per egoismo, ma per il problema che ci ha creato la Whirlpool. Oggi cerchiamo di restare sempre gli stessi: va portato il lavoro a Napoli. Con la multinazionale abbiamo chiuso una parentesi adesso ne dobbiamo aprire un'altra con il governo e con il Consorzio». «La Regione Campania ci deve essere vicina – sottolinea il lavoratore – perché abbiamo bisogno del lavoro. Il territorio è martoriato c’è bisogno di riportare il lavoro qua».

Ultimo aggiornamento: 22:33 © RIPRODUZIONE RISERVATA