Whirlpool, sit-in a Napoli: via Argine in tilt. La Regione: «No alla chiusura»

7
  • 48
Gli operai della Whirlpool di Napoli stanno effettuando un sit in su via Argine, davanti allo stabilimento, bloccando il traffico. La protesta, spiega Giovanni Sgambati, segretario generale della Uilm Campania, «è stata decisa perchè l'azienda continua a sostenere un non futuro per Napoli, confermando di non avere alcuna prospettiva per lo stabilimento. L'azienda deve sapere che porteremo avanti una campagna «Io non compro Whirlpool se non produce a Napoli», informando i cittadini con una massiccia attività di sensibilizzazione».

Gli operai, dopo aver bloccato il traffico in via Argine, davanti alla sede dello stabilimento di cui è stata annunciata la chiusura, hanno deciso di muoversi in corteo. Dalla zona orientale della città si dirigeranno verso il Centro Direzionale. Qui, nella sede del Consiglio regionale è in programma un'audizione sulla vertenza convocata dalla terza commissione consiliare. Della vertenza Whirpool, oltre che della crisi della Mercatone Uno, si è occupata la commissione regionale Lavoro e Attività Produttive, presieduta da Nicola Marrazzo.

«Non arretreremo di un millimetro per difendere fino all'ultimo posto di lavoro, per pretendere il rispetto degli accordi siglati con il Governo Italiano e per difendere il nostro territorio». Lo ha detto il presidente della Commissione Lavoro e Attività produttive del Consiglio regionale della Campania, Nicola Marrazzo, nel concludere la riunione della Commissione sulla crisi Whirlpool alla quale hanno partecipato i consiglieri regionali di tutte le forze politiche per rimarcare «la totale e forte unità di tutto il Consiglio regionale della Campania, che si riunirà in seduta straordinaria, per contrastare la chiusura dello stabilimento di via Argine e la difesa dei 430 lavoratori coinvolti».

Dopo un intenso dibattito, al quale sono intervenuti i dirigenti sindacali, i lavoratori dell'azienda e i consiglieri regionali, assenti i vertici aziendali, la Commissione ha deciso all'unanimità di riunirsi, dopo l'incontro che si terrà al Ministero dello Sviluppo E​c​​onomico, nello stabilimento napoletano dell'azienda, in via Argine, per sottolineare la vicinanza di tutte le forze politiche ai lavoratori di Whir​l​pool e la volontà di incidere s​ulla vertenza.

Sono intervenuti all'audizione della III Commissione consiliare permanente i consiglieri regionali Antonio Marciano, Enza Amato, Gianluca Daniele, Antonella Ciaramella e Loredana Raia​ del Partito democratico​​, Franco Moxedano e Pasquale Sommese del Gruppo ​M​isto, Gennaro Saiello, Vincenzo Viglione, Michele Cammarano e Tommaso Malerba del ​Movimento 5 Stelle, Armando Cesaro di ​Forza Italia, Luciano Passariello​ di Fratelli d'Italia e ​Luigi Bosco di Campania Libera​. A concludere i lavori è stato l'assessore ​al L​avoro​ della Regione Campania,​ Sonia Palmeri, che ha rimarcato ​«​la forte presenza e la determinata azione della Regione Campania, che è in campo con ogni mezzo per difendere i lavoratori, le loro famiglie e la nostra regione​».
 
Giovedì 6 Giugno 2019, 10:49 - Ultimo aggiornamento: 7 Giugno, 07:19
© RIPRODUZIONE RISERVATA



COMMENTA LA NOTIZIA
5 di 7 commenti presenti
2019-06-06 18:39:41
Piu' che difendere i Posti di Lavoro, di un'Azienda che ha deciso la chiusura, occorrerebbe che la Stessa restituisse i 27 milioni di euro ricevuti quali Aiuti di Stato. Al contempo, Di Maio e Salvini dovrebbero proporre una Legge di un solo Articolo: PENSIONE immediata per Tutti i Lavoratori, a prescindere dalla loro Età, calcolata con il Metodo CONTRIBUTIVO. In America esiste già una siffatta Legge! Non graverebbe sulle esauste Casse dello Stato.
2019-06-07 09:22:37
IUORIO. Non solo In America ma anche in Australia e quasi la stessa cosa, con una differenza molto sostanziale, quando lo stato eroga finanziamenti alle aziende prima chiede il numero della manodopera che si va ad impegnare, e poi come clausa di salvaguardia si chiede garanzia a lunga scadenza, in modo da scoraggiare i malintenzionati ad assorbire solo fondi dallo stato e poi andare via, “proprio come fanno in Italia”, ricordate quando lo stato erogava i famosi 50 milioni di vecchie lire a chi apriva una prima attività? Bene, ricevuti i fondi dopo un anno chiudevano baracche e burattini e chi si è visto si è visto. Ansi addirittura c’èra chi si vendeva pure le attrezzature che erano servite per la sola apertura del negozio. In Italia si chiedono garanzie solo sulla carta ma in effetti nessuno mai a restituito l’aiuto di stato ricevuto.
2019-06-06 16:46:25
Fate terra bruciata intorno alla Whirlpool, se chiude gli stabilimenti deve restituire i soldi statati ricevuti (27 milioni di euro) e (sarebbe bello) nelle catene di distribuzione entra con una sovrattassa.
2019-06-07 09:25:04
La restituzione non è prevista, per il semplice fatto che i fondi sono stati divisi in tanti parti, capiscia a me.
2019-06-06 12:52:58
Se la seduta sarà presieduta da Marrazzo sicuramente non concluderanno un .....

QUICKMAP