Zanzare, dalla «tigre» all’Usutu virus: rischi e rimedi anti-prurito e anti-gonfiore

Martedì 3 Agosto 2021 di Maria Pirro
Zanzare, dalla «tigre» all’Usutu virus: rischi e rimedi anti-prurito e anti-gonfiore

Perfida e insaziabile. «A mordere è la zanzara femmina, dopo il tramonto: è il suo piccolo pasto di sangue. E causa bruciore localizzato, nella sventurata preda, soprattutto prurito che porta alla formazione di un piccolo ponfo (area di gonfiore) di colore rossastro. Ma l’intensità della reazione è soggettiva, dipende dalla capacità di rilasciare localmente istamina o altri mediatori di infiammazione, e grattarsi aumenta il fastidio, quindi andrebbe evitato», avverte Giovanni Battista Gaeta, professore ordinario di malattie infettive all'Università Vanvitelli, che spiega come affrontare il tormento dell'estate. 

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Quando bisogna preoccuparsi?
«Nella maggior parte dei casi, la zanzara è del tipo più comune, appartiene al genere Culex, e il fastidio resta localizzato e si risolve in poche ore. Nei soggetti con tendenza a reazioni allergiche si può invece prolungare fino a 2-3 giorni e il rossore è più intenso e il ponfo più grande».

Che fare in questi casi?
«L’applicazione locale di una crema al cortisone può alleviare il prurito e il gonfiore; nei bambini hanno azione lenitiva l’olio di mandorle dolci o creme a base di avena. Per fortuna, la reazione allergica grave, di tipo sistemica in quanto coinvolge tutto l’organismo, è estremamente rara per le punture della "zanzara comune". Si riconosce per rossore esteso anche oltre la sede del morso e in prurito generalizzato, fino alla comparsa di difficoltà alla respirazione del tipo asma, e occorre rivolgersi subito  andare in un presidio sanitario».

Ovviamente, prevenire è meglio che curare. 
«Le zanzariere alle finestre e sulla culla sono la soluzione più efficace: vanno sistemate soprattutto nelle abitazioni vicino ad aree verdi ed umide, che sono l’habitat ideale per questi insetti che depongono le uova preferenzialmente nell’acqua stagnante (vasche ornamentali, sottovasi di piante, ma anche nei copertoni abbandonati) che, in breve tempo, diventano larve e poi animaletti in grado di pungere. L’igiene ambientale, insomma, è fondamentale». 

Consiglia anche l'uso di repellenti direttamente sulla pelle?
«Sono indicati in aree particolarmente infestate: se ne trovano in commercio sotto forma di spray, salviette, stick, a base di estratti vegetali, come il geranio (Pelargonium), bergamotto, rosmarino, eucalipto o a base di repellenti chimici. Ma non bisogna dimenticare che anche l’utilizzo di abiti a maniche lunghe e di pantaloni lunghi riduce di molto la superficie esposta alle punture».

Poi ci sono gli insetticidi e i fumogeni.
«Vanno utilizzati soprattutto all’aperto, in modo da evitare al chiuso irritazioni delle vie respiratorie o vere e proprie tossicità».

Fin qui il tentativo di proteggersi.
«Ma non sempre il morso di zanzara è relativamente così "innocente". Negli ultimi decenni ha fatto la sua comparsa anche in Italia la cosiddetta zanzara tigre (Aedes albopictus), importata attraverso le merci da Asia e Africa. Molto aggressiva (punge anche di giorno), può essere vettore di malattie virali».

Quali?
«La più nota  è la West Nile, malattia febbrile che può evolvere in encefalite: negli ultimi anni, ci sono stati vari focolai stagionali anche in Italia».

Un caso è stato segnalato nell'ultimo bollettino dell'Istituto superiore di sanità a La Spezia.

«E, sempre nella penisola, si sono avute le micro-epidemie di Chikungunia».

Può bastare?
«Di recente, l’Istituto superiore di sanità ha intrapreso anche la sorveglianza per l’Usutu, infezione virale con sintomi vicini a quelli della West Nile, che ha il suo serbatoio in alcune specie di uccelli. Dai volatili viene trasmessa occasionalmente all’uomo tramite il morso di zanzara».

Naturalmente, per chi viaggia in aree tropicali o sub-tropicali i rischi aumentano.
«Per patologie non presenti in Italia come la malaria, la febbre gialla, la dengue. Prima di partire occorre dunque documentarsi negli uffici di igiene e profilassi in modo da mettere in atto tutte le misure indicate per l’area che di intende visitare».

Altri pericoli di casa?
«Dalle Alpi alle isole, le punture di zecca in estate sono molto frequenti. Ben più dolorose ed evidenti del morso di zanzara, possono trasmettere malattie insidiose come la febbre bottonosa (Rickettsiosi) o la malattia di Lyme (Borreliosi). Nel caso, occorre rivolgersi subito al medico per far estrarre correttamente la testo con pungiglione della zecca e per avviare la terapia antibiotica. Un ultimo consiglio».

Prego. 
«È bello vivere la natura, ma è anche importante vestirsi adeguatamente per un'escursione».

Ultimo aggiornamento: 4 Agosto, 08:06 © RIPRODUZIONE RISERVATA