Azione Cattolica, Formisano succede a Iasevoli nella guida dell'associazione della diocesi di Nola

Martedì 4 Febbraio 2020
Il nuovo vertice Aci della diocesi di Nola
Enzo Formisano è il nuovo  presidente diocesano dell’Azione Cattolica di Nola.

Vincenzo (Enzo) Formisano ha 36 anni ed è di Pomigliano d’Arco, stessa città del presidente uscente Marco Iasevoli.  La diocesi di Nola si estende su buona parte del territorio dell'area vesuviana comprendendo anche alcune parrocchie che ricadono nelle province di Avellino e Salerno, rappresentando così una delle più importanti diocesi della Campania.

Il vescovo Francesco Marino, che ha raggiunto il Consiglio diocesano per comunicare di persona la nomina, ha incoraggiato Formisano e tutto il Consiglio sottolineando che «questo per noi tutti non è un punto di arrivo ma di partenza, come sempre». 

«Nella vita ho sempre provato ad avere tre atteggiamenti guida: la gratitudine, la speranza, il sorriso.

La gratitudine ti ricorda che non sei solo, che nulla è dovuto, che nessuno ha mai fatto nulla senza avere aiuto o qualcuno accanto con discrezione. Non tutto dipende da noi, non tutto è – per fortuna – nel nostro totale controllo. La gratitudine ti aiuta a tenere viva la memoria, a guardare alla storia con lo sguardo del noi, a cancellare l’io.

La speranza ti ricorda, invece, di guardare sempre oltre. Non solo a domani, ma anche oltre il proprio naso (che nel mio caso è guardare molto in avanti!). Ti ricorda che un motivo c’è sempre, perché se non si avesse speranza, si dovrebbe alzare bandiera bianca davanti alla vita e si sbaglierebbe. E se la gratitudine va a braccetto con la memoria, la speranza si tira dietro la fiducia: in Dio, negli uomini, nella storia. È nella fiducia negli altri – e non in se stessi – che la speranza trova certezza.

Il sorriso (che per me spesso è più interiore che esteriore, specie nelle foto!) è il figlio della speranza e della gratitudine. Relativizzare i problemi e relativizzare se stessi, guardando alle soluzioni e non agli impedimenti. Essere consapevoli del bello che ci circonda e perciò essere contenti e non lamentosi. Sorridere, o sforzarsi di farlo, anche per rispetto verso chi i problemi li ha davvero», ha scritto nel suo messaggio alle associazioni parrocchiali il neo presidente.

«L’Ac ha un patrimonio genetico, un Dna. Questo Dna non si tocca, non si può manipolare, non è disponibile per nessuno di noi. È un patrimonio genetico da difendere, tutelare, spiegare e anche promuovere. Guai a limitarci alla difesa. Occorre sempre spiegare e promuovere chi siamo. E io credo che oggi, nel 2020, il Dna dell’associazione abbia quasi il valore di una profezia nel tempo dell’individualismo esasperato che si traduce, nella vita sociale, o nell’indifferenza o nell’adesione a proposte culturali prima ancora che politiche ed economiche, distruttive e non costruttive», ha spiegato Marco Iasevoli nell'ultimo messaggio come presidente diocesano. © RIPRODUZIONE RISERVATA