Duemila anni di cristianità
apre il Museo Diocesano a Pozzuoli

di Ciro Biondi

POZZUOLI - Duemila anni di Cristianesimo e di storia flegrea. Venerdì sarà inaugurato il Museo Diocesano di Pozzuoli. Statue, reliquiari, ostensori, argenti, paramenti sacri, quadri e libri antichi hanno trovato spazio nel Palazzo Vescovile al Rione Terra. 
Oggetti e opere d’arte che fanno dell’esposizione puteolana una delle più importanti del suo genere nel Sud Italia; una testimonianza lunga venti secoli che parte delle radici apostoliche di una delle più antiche comunità cristiane dell’Occidente. Ad inaugurare il museo - a due anni dalla restituzione del Duomo - sarà il vescovo Gennaro Pascarella. I lavori in questi anni sono andati avanti con la supervisione dell’Ufficio Beni culturali della Diocesi diretto da don Giovanni Spina. «Il Museo di Pozzuoli non è una raccolta di cimeli - spiega il curatore, Alessandro Migliaccio - vogliamo raccontare la storia della città e del suo antico rapporto con il cristianesimo. Abbiamo pensato ad un progetto complesso che intrecci la devozione popolare con i personaggi e le ferite storiche dei beni culturali flegrei. L’idea è di creare il museo della città aperto a tutti».

La nuova realtà che sorgerà sul Rione Terra sarà un punto di riferimento anche per studiosi, cittadini e scuole che desiderano conoscere le loro profonde radici storiche. È - ad oggi - l’unico museo di Pozzuoli ed il secondo museo dei Campi Flegrei dopo quello Archeologico del Castello di Baia. Ancora troppo poco per una terra, come quella flegrea, che vanta oltre venticinque secoli di storia. Molti oggetti esposti provengono dalla Cattedrale e dalle chiese del centro storico; si tratta di materiale sottratto alla devastazione e ai furti post-bradisismo. I visitatori potranno ammirare le statue cinquecentesche come il gruppo ligneo raffigurante la Madonna del Parto e San Giuseppe del XVI secolo che il viceré spagnolo don Pedro de Toledo donò alla chiesa di santa Maria della Consolazione; la devozione per questa statua della Vergine è stata fino a pochi anni fa particolarmente sentita per le donne gravide che venivano ad invocare il «buon parto». Saranno esposti quadri del ‘600 come «Cristo coronato di spine e deriso» di ispirazione caravaggesca e busti come quello di san Celso, primo vescovo di Pozzuoli e di san Procolo, patrono della città e della diocesi.

Raffigurante san Gennaro, che proprio nei pressi della Solfatara nel 305 d. C. trovò il martirio, è il busto del 1720 ispirato a quello più famoso del Duomo di Napoli. Interessante è il reliquario in argento che custodisce una fiala con il sangue, raggrumato, del Patrono della Campania; il sangue proviene delle due ampolle del prodigio. L’inaugurazione del Museo si terrà venerdì 20 maggio alle ore 17,30 nella Basilica Cattedrale del Rione Terra. Interverranno Antimo Cesaro, sottosegretario al ministero dei Beni e alle Attività Culturali, Maria Antonella Fusco, dell’Istituto Centrale per la Grafica, monsignor Ugo Dovere, dell’Ufficio Beni Culturali della Conferenza Episcopale e Stefano Causa, docente del Suor Orsola Benincasa. Il Museo sarà aperto ogni sabato (dalle ore 9 alle 13 e dalle 15 alle 19) e domenica (dalle 9 alle 13). Oltre alla visita alle sale espositive il biglietto comprende anche la visita guidata al Duomo. L’ingresso è gratuito per i minori e per gli over 65. Eccezionalmente per gli ultimi due fine settimana di maggio l’ingresso sarà gratuito per tutti. I visitatori saranno accolti da musica classica e jazz. 
Giovedì 19 Maggio 2016, 10:30
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