Averno, la vegetazione «divora»
i resti romani: rischio inondazioni

Martedì 25 Settembre 2018 di Pasquale Guardascione
Secondo la religione greca, e poi romana, il lago d'Averno era una porta d'accesso all'Oltretomba. Ma se Virgilio osservasse oggi le condizioni in cui versano lo specchio acqueo e alcuni monumenti intorno, ci penserebbe parecchio prima di inserirlo nel sesto libro dell'Eneide. Oggi rovi, vegetazione spontanea e qualche immancabile rifiuto hanno totalmente invaso l'ingresso della Grotta di Cocceio, chiuso con un lucchetto. Non è certo una bella cartolina per un'opera unica al mondo, progettata e costruita intorno al 37 a.C. da Lucio Cocceio Aucto su commissione di Marco Vipsanio Agrippa, che ne volle la realizzazione per motivi militari. A inizio anno sono stati completati i lavori di consolidamento. L'apertura sembrava ormai imminente ma la presenza di una colonia di specie protetta di pipistrelli ha bloccato tutto. Spesso accade che vi si avventurino turisti, che trovandosi di fronte uno spettacolo indegno tornano indietro delusi.

 
GLI ABUSI
«Nonostante il circumlago e il viale di accesso siano di proprietà mista tra Comune e Città Metropolitana, è il nostro servizio giardini che se ne occupa - spiega il vicesindaco di Pozzuoli Fiorella Zabatta - ed è in programma in questa settimana un'operazione per azzerare l'erba ricresciuta. Ma quella zona è oggetto di procedimenti giudiziari, perché vi sono due manufatti abusivi». Il Comune ha istituito tra l'altro una ztl sperimentale nel tentativo di valorizzare tutta l'area. «L'apertura della Grotta di Cocceio rappresenterà una straordinaria opportunità per i turisti che potranno raggiungere Cuma attraverso il lago D'Averno», spiega Roberto Laringe, presidente di Federalberghi Campi Flegrei», che chiede di realizzare «piste ciclabili che mettano in rete le straordinarie ricchezze ambientali e le testimonianze archeologiche dell'area». Per il momento non c'è da stare allegri: il manto stradale della circumlago, soprattutto nel tratto che conduce prima alla grotta Bagno della Sibilla, chiusa anch'essa dopo che il custode è andato in pensione da qualche anno, e successivamente a quella di Cocceio, è in condizioni pessime. Il basolato è totalmente sconnesso e saltato in più punti, tanto da essere diventato difficile da percorrere non soltanto per i pedoni ma anche per chi vi passa in auto. Negli ultimi tempi si sono formati almeno cinque avvallamenti a distanza di una ventina di metri l'uno dall'altro. La strada al di sotto ha praticamente ceduto e tutto ciò crea notevole disagio per chi decide di fare anche una semplice passeggiata.

I PROIETTILI
«Ci sono pezzi di basoli rotti che al passare di una macchina possono trasformarsi in veri e propri proiettili e sono molto pericolosi», dice un residente. E non è finita, perché la stessa manutenzione del lago è all'anno zero. Il canale di collegamento con il mare è completamente ostruito da rifiuti, vegetazione spontanea e ghiaia, che si deposita soprattutto sotto i due piccoli ponti ogni volta che c'è una pioggia in prossimità della strada che scende dal Montenuovo. I canneti hanno praticamente invaso il piccolo corso dell'acqua, ma anche il marciapiedi e parte della carreggiata di via Provinciale Lucrino Averno. «Occorre un intervento che risolva definitivamente il problema - dice Enzo, ristoratore del lago d'Averno - altrimenti alla minima pioggia il lago esonderà creando di nuovo disagi». Ultimo aggiornamento: 12:50 © RIPRODUZIONE RISERVATA