Bacoli, tra rovi e sterpaglie il colombario imperiale in via Virgilio

colombario Fusaro
di Patrizia Capuano

BACOLI - Persistono le condizioni di degrado del colombario in via Virgilio, nella frazione Fusaro: la parte esterna della struttura funeraria – edificata per la Gens Grania nel secondo secolo dopo Cristo – è sommersa da vegetazione spontanea. Gli antichi reperti si intravedono tra rovi e sterpaglie. Di fatto da tempo la necropoli, tra le più imponenti del comprensorio flegreo, è ricoperta da erbacce. Alle periodiche pulizie, promosse da volontari, sono seguite fasi di incuria del sito, che comprende una pars ipogea costituita da due ambienti, con marmi e mosaici, estesi su una superficie di cinquanta metri quadrati. Uno scrigno di gran pregio ormai off-limits. In base a quanto riportano le fonti storiche, il complesso funerario è stato rinvenuto tra il 1840 e il 1841 dall’architetto regio Carlo Bonucci. Riportato alla luce, fu riqualificato e valorizzato fino a precipitare nell’abbandono fino alla metà dello scorso secolo, quando è stato recuperato prima di diventare un bene pubblico. Il colombario, caratterizzato da loculi piccoli come le piccionaie ricavati nelle pareti, si trova lungo un percorso funerario realizzato dagli antichi Romani tra Misenum e Cuma.
 
Lunedì 5 Febbraio 2018, 12:30 - Ultimo aggiornamento: 05-02-2018 12:30
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